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”Caritas in veritate”, ”la carita’ nella verita”’: e’ questo il titolo scelto da papa Benedetto XVI per la sua terza enciclica, dedicata – come spiegato nel titolo – al tema dello ‘’sviluppo umano integrale nella carita’ e nella verita”’ e rivolta ”ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, alle persone consacrate, ai fedeli laici, e a tutti gli uomini di buona volonta”’. 127 pagine, 79 paragrafi corredati da 159 note a pie’ di pagine, quasi 30mila parole, 530mila copie gia’ stampate dalla Libreria Editrice Vaticana per il lancio di ieri. Il titolo, come di consueto, e’ tratto dalle prime parole della prima frase, che infatti recita: ”La carita’ nella verita’, di cui Gesu’ Cristo s’e’ fatto testimone con la sua vita terrena e, soprattutto, con la sua morte e risurrezione, e’ la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell’umanita’ intera”. Mettendo al centro della sua riflessione il concetto di ”carita’ nella verita”’, papa Ratzinger ha scelto, consapevolmente, di rovesciare una famosa espressione di San Paolo, che nella lettera agli Efesini parla invece di ”veritas in caritate”: la verita’, per l’Apostolo delle Genti, va letta nel quadro e ‘a servizio’ di quella che carita’ che ”non avra’ mai fine” ed e’ la ”piu’ grande” delle virtu’ e delle capacita’ del cristiano.

La Bibbia piu’ antica del mondo si sfogliera’ on-line. Le 800 pagine e frammenti del cosiddetto Codice Sinaitico sono state raccolti e riuniti virtualmente su Internet.

I visitatori del sito www.codexsinaiticus.org  potranno vedere da qualsiasi parte del mondo le immagini digitali ad alta risoluzione del manoscritto, che risale al IV secolo dopo Cristo e fu scritto in greco da quattro amanuensi su fogli di pergamena. Secondo gli esperti si tratta di “una finestra sugli sviluppi della prima Cristianita’. Il codice, il libro piu’ antico sopravvissuto ai giorni nostri, era originariamente enorme: 1.460 pagine, che misuravano ognuna 40 per 35 centimetri.

Lo straniero che entra in Italia illegalmente commette un reato. E’ la norma centrale del disegno di legge sicurezza approvato oggi in via definitiva al Senato. Tra le altre novità il prolungamento fino a sei mesi della permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione, legalizzazione delle ‘ronde’, schedatura dei clochard, inasprimento del 41-bis, norme anti-graffittari.

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”E’ un’opera d’arte di livello straordinario: se non la si contempla dal vivo, non la si puo’ descrivere”. Chi parla è frate Antonio Belpiede, portavoce dei frati minori cappuccini di San Giovanni Rotondo, a proposito della cripta della nuova basilica dedicata a Padre Pio, ora San Pio.  Fa già discutere la decisione di realizzare l’intero stanzone in oro massiccio, 2.000 metri quadrati di mosaici, grazie al contributo ventennale dei milioni di devoti al padre di Pietrelcina che in questi giorni potranno iniziare a visitarla. Oltre 700mila le prenotazioni finora ricevute.

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Annunciata, rinviata, poi, nel corso di lunghi mesi, annunciata di nuovo, nuovamente slittata, corretta e rimaneggiata, l’enciclica sociale ‘Caritas in veritate’ sembra finalmente prossima alla pubblicazione. Il Papa teologo ha affidato la prima stesura al Pontificio consiglio per la Pace e la giustizia, poi ha consultato esperti, accademici ed economisti, e, da ultimo, ha voluto riprenderla in mano per integrarla con considerazioni non aggirabili sulla crisi economica mondiale. Lo stesso Benedetto XVI ha iniziato a preannunciarne la pubblicazione a metà giugno. Lo ha rifatto oggi.
Il fantasma di un paese di tradizione cattolica, l’Italia, nel quale i giovani non si sposano più in chiesa, è stato prospettato in un convegno della Conferenza episcopale italiana intitolato ‘Insieme verso le nozze. La preparazione al matrimonio’. Al giorno d’oggi, ha detto mons. Sergio Nicolli, direttore dell’ufficio Cei per la pastorale della famiglia, in Italia circa il 70% dei giovani scelgono di sposarsi “in Cristo e nella Chiesa”.
Papa Benedetto XVI ha annunciato, durante la celebrazione dei Vespri che chiudono l’anno paolino, che i risultati di “un’attenta analisi scientifica nel sarcofago” ospitato nella Basilica di San Paolo sembrano “confermare l’unanime e incontrastata tradizione che si tratti dei resti mortali dell’apostolo Paolo“.
Il Pontefice, ricordando come il sarcofago “non è mai stato aperto in tanti secoli”, ha spiegato che l’analisi è avvenuta “attraverso l’introduzione di una speciale sonda mediante la quale sono state rilevate tracce di un prezioso tessuto di lino colorato di porpora, laminato con oro zecchino e di un tessuto di colore azzurro con filamenti di lino” e come sia stata anche “rilevata la presenza di grani d’incenso rosso e di sostanze proteiche e calcaree”. E che “piccolissimi frammenti ossei, sottoposti all’esame del carbonio 14 da parte di esperti ignari della loro provenienza, sono risultati appartenere a persona vissuta tra il I e il II secolo”.
L’attacco di Famiglia Cristiana al presidente del Consiglio per le vicende legate all’inchiesta di Bari e ai rapporti emersi con un giro di donne a pagamento è stato accolto con freddezza dal Vaticano che sulla vicenda preferisce restare prudente.
A dimostrazione di questa differenza di ‘toni’ il quotidiano dei Vescovi, Avvenire, oggi non dedica particolare evidenza all’editoriale di ieri di don Antonio Sciortino che aveva parlato di “limite della decenza superato”. Anzi nella pagina dedicata all’intervista rilasciata ieri da Silvio Berlusconi per dire la sua sui rapporti con Patrizia D’Addario, l’articolo del settimanale cattolico occupa un box dal titolo “Più sobrietà per il paese”.

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