Spegnere la profezia

Gesù dice una verità inoppugnabile: per non so quale perverso meccanismo i profeti mentre sono vivi non vengono riconosciuti, e dopo la loro morte si dedicano loro vie e piazze e scuole superiori.

Penso all’immagine dei funerali del grande Papa Giovanni Paolo, con i grandi della terra accordi al suo cospetto e rilasciare attestazioni di immensa stima, dopo avere tranquillamente ignorato le sue richieste di giustizia e di pace mentre era in vita!

Così Gesù se la prende con coloro che in teoria avevano tutti gli strumenti per riconoscerne la missione: gli studiosi, i letterati, i dottori della legge che, per chissà quale ragione, sono arroccati sulle loro posizioni e rifiutano di mettere in discussione le loro assodate certezze per riconoscere in lui il Messia.

Ai figli del Maestro è chiesto di riconoscere i profeti di oggi, anche se questi talvolta ci sferzano con linguaggio duro e ci richiamano all’essenzialità del Vangelo, non commettiamo l’errore di mettere ai margini i profeti di oggi come sono stati messi ai margini i profeti di ieri, da don Milani a don Mazzolari che pagarono con il sospetto la loro profezia.

I dottori della legge, stizziti e offesi, diventano ostili a Gesù: prevale il loro amor proprio e non la verità nel cuore. Riconosciamo i profeti che il Signore ci porrà di fronte e ben vengano le parole dure nei confronti dei nostri atteggiamenti, purché esse ci conducano alla verità di noi stessi e di Dio…      

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Camminiamo insieme…

Il documento preparatorio alla 47* Settimana sociale dei Cattolici italiani ‘‘non poteva non avere un riferimento al nuovo soggetto delle famiglie immigrate nel nostro Paese. La prospettiva di un ‘cammino comune’ con loro, che il documento offre alla riflessione, apre un’attenzione nuova alla fatica del ricongiungimento familiare nel nostro Paese e al peso della crisi sulle famiglie immigrate e rifugiate, che costringono madri o padri a far rientrare la famiglia nel proprio Paese d’origine”. Lo afferma, in una nota pubblicata sul proprio sito, la Fondazione Migrantes.

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La famiglia, speranza e futuro per la società italiana

Guardare alla famiglia – quella “vera”, formata da un uomo e una donna uniti in matrimonio e aperta alla vita – perché è uno snodo cruciale, un pilastro irrinunciabile per il futuro della società e del nostro Paese. Ne è convinto il presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei cattolici italiani, l’arcivescovo di Cagliari, monsignor Arrigo Miglio, che al Sir presenta la 47ª Settimana Sociale, in programma a Torino dal 12 al 15 settembre 2013, sul tema “La famiglia, speranza e futuro per la società italiana”. Continua a leggere

Strenna 2013 del Rettor Maggiore dei Salesiani

«Rallegratevi nel Signore sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi» (Fil 4:4)

 Foto dell'articolo -RMG – LA FESTA DEL SUCCESSORE DI DON BOSCO 2012Come Don Bosco educatore, offriamo ai giovani il Vangelo della gioia attraverso la pedagogia della bontà

Carissimi Fratelli e Sorelle della Famiglia Salesiana,

Dopo aver centrato l’attenzione sulla storia di Don Bosco ed aver cercato di comprendere meglio tutta la sua vita, segnata dalla predilezione per i giovani, la Strenna 2013 ha come obiettivo quello di approfondire la sua proposta educativa.

Concretamente vogliamo avvicinarci a Don Bosco educatore. Si tratta quindi di approfondire ed aggiornare il Sistema Preventivo.

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