Commento al vangelo di Domenica 20 Settembre 2020

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La parabola "sindacale". Commento al Vangelo di domenica 24 settembre •  Clarus

Prima di iniziare vi devo fare una domanda.
Siete pronti a rimettere un po’ in gioco la vostra immagine di Dio? A lasciarvi scardinare dallo Spirito per gustare la novità del volto sorprendente di Dio rivelato da Gesù?
Non è facile accettare un Dio che anziché premiare i buoni e castigare i malvagi fa invece “sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni”, offrendo a tutti il suo amore.
Un Dio del genere sembra ingiusto, come il padrone della parabola narrata da Gesù.
Se la risposta è no, forse è meglio che vi fermiate qui.
Se la risposta è sì, allora continuate pure a leggere.

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XXIV domenica del tempo Ordinario

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13 settembre 2020. XXIV Domenica del Tempo Ordinario
Questa seconda Domenica di settembre , che ci proietta nella Grande Solennità
Liturgica dell’Esaltazione della Santa Croce ( cfr PDF allegato) , che in
Oriente à l’avvio del nuovo Anno Liturgico e che ha una solennità pari alla
Pasqua può essere considerata la Domenica del perdono in linea con il brano
evangelico di Matteo.
I testi delle preghiere liturgiche, detti eucologici, ci parlano, di un Dio che
governa la storia e il mondo con forza e soavità, di un Dio buono e
misericordioso di cui siamo chiamati ad essere , non dimentichiamolo mai,
immagine e somiglianza. Per poter essere immagine e somiglianza di Dio e del
Dio di Gesù Cristo altra strada percorribile non c’è se non quella della preghiera
umile, perseverante e fiduciosa. Questo è il senso dell’Intrioto , solenne e dal
resiro ecclesiale, che rilegge il perdono e l’amore di Dio nel dono della pace, lo
shalom ebraico, dato a coloro che sperano in Dio, che credono e quibndi pieni e
degni di fede e che pregano songolarmente come fedeli e comunitariamente
come popolo .
Antifona d’ingresso
Da’, o Signore, la pace a coloro che sperano in te;
i tuoi profeti siano trovati degni di fede;
ascolta la preghiera dei tuoi fedeli
e del tuo popolo, Israele. (cf. Sir 36,15-16)
La Preghiera iniziale di Colletta , che vuole cioè raccogliere le principali
intenzioni di tutti da presentare poi al Signore all’inizio della Celebrazione e
dopo l’atto penitenziale, si apre riconoscendo Dio Creatore dell’Universo che
continua a governarlo con la potenza della Sua Misericordia. Siamo chiamati a
contemplare e a sperimentare nella concretezza del nostro vivere non solo un
Dio Creatore e Trascendente ma un Dio quotidiano che continua a governare e a
ricreare il creato e le creature mediante l’Amore misericordioso e quindi, in
definitiva, con un amore infinito che perdona sempre tutto e tutti .
Quello che ci fa chiedere la Chiesa è che questo amore possa essere il motore per
dedicarci con tutte le forze , senza sconti e senza scusanti, al servizio di Dio che è
Santo e che quindi va compiuto santamente. Noi mai potremo corrispondere alla
totalità dell’amore di Dio ma la totalità della dedizione del servizio è la moneta
unica e pregiata che possiamo usare per ripagare, per quanto un bicchier
d’acqua possa contenere l’oceano,tutto quanto Dio ci ha dato e detto.
Colletta
O Dio, che hai creato e governi l’universo,
fa’ che sperimentiamo la potenza della tua misericordia,
per dedicarci con tutte le forze al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Preghiera sulle offerte
Accogli con bontà, Signore,
i doni e le preghiere del tuo popolo,
e ciò che ognuno offre in tuo onore
giovi alla salvezza di tutti.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione
Quanto è preziosa la tua misericordia, o Dio!
Gli uomini si rifugiano all’ombra delle tue ali. (Sal 36,8)

Le preghiere eucaristiche, Sulle Offerte e l’antifona di comunione, che potrebbe
essere pregata come ringraziamento dopo la Comunione, cantano e fanno
contemplare la Comunità perdonata e salvata dal Perdono e dalla Misericordia di
Dio per cui “ ciò che ognuno offre … giova alla salvezza di tutti” e “ gli uomini si
rifugiano all’ombra delle tue ali” .
Abbiamo in poche righe , tra preghiera e antifona, un mandato e un impegno per
ciascun credente e per la Comunità nel suo insieme e allo stesso tempo
l’annuncio della misericordia di Dio che accoglie e protegge per tutti gli uomini ,
vicini e lontani.
La Preghiera Conclusiva , invece, dopo la Comunione chiede di abilitarci ad
essere uomini e donne di perdono, in cui non prevalga l’egoismo personale ,a il
fuoco e l’azione dello Spirito e quindi l’Amore di Dio, di cui noi saremmo per
natura incapaci. Tuttavia grazie al Sacramento ricevuto , che è Sacramento
d’Amore e di Perdono per antonomasia, che ci deve pervadere Corpo e anima lo
possiamo se lo vogliamo. Si apre qui il grande tema della totalità e integralità
della fede e del credere che deve informare e performare tutto l’uomo.
“ Tutto Cristo, per tutto l’uomo, cuore , mente e volontà “ ( Beato Giacomo
Alberione)

Preghiera dopo la comunione
La potenza di questo sacramento, o Padre,

ci pervada corpo e anima,

perché non prevalga in noi il nostro sentimento,
ma l’azione del tuo Santo Spirito.
Per Cristo nostro Signore.

Commento al vangelo di Domenica 13 Settembre 2020

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Settanta volte sette • 31mar - 5apr2020 • Teatro Parenti • Milano

La splendida parabola che Gesù ci regala in questa domenica, prende avvio da una domanda di Pietro.

Lui, uomo concreto, ex-pescatore di Cafarnao, vuole una regola precisa sul perdono, un limite oltre il quale il discepolo si possa sentire esentato dal concedere il perdono.

Pietro fa un gesto straordinario, dimostra di avere capito l’invito di Gesù ad amare, è disposto a perdonare fino a sette volte (più del doppio di quanto imponeva la legislazione rabbinica che bloccava a tre il numero massimo del perdono fraterno).

Perdonare sette volte è già un’impresa! Immaginate: un amico si viene a scusare perché vi ha sparlato alle spalle.

Nessun problema: una stretta di mano, pazienza. Sono un cristiano, no?

Torna dopo mezz’ora: ha risparlato male di voi: che fate, lo perdonate di nuovo o vi sentite presi in giro?

Gesù rilancia il gioco: occorre perdonare sempre. Come “sempre”? Come è possibile?

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Commento al vangelo di Domenica 6 Settembre 2020

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Perdonare e perdonarsi - RSI Radiotelevisione svizzera

La scorsa settimana ci siamo lasciati sulle parole esigenti del Rabbì di Nazareth che invitavano Pietro, e tutti noi suoi discepoli, a prendere la croce e seguirlo.
Oggi la Parola ci mostra concretamente come incarnare questo invito di Gesù.
Siamo al capitolo diciottesimo di Matteo, quello che racchiude il discorso sulla comunità.
Matteo in questo discorso parla alla sua comunità dando norme, consigli.
Non vanno presi alla lettera perché è il tentativo di “tradurre” lo spirito di Gesù in comportamenti, regole, per uomini che hanno vissuto duemila anni fa in un ambiente e in una cultura molto diversa dalla nostra.
Non dobbiamo rimanere fedeli alle regole, che mutano nel tempo, ma allo spirito di Gesù: perché mentre le regole cambiano secondo i secoli e i tempi, lo spirito rimane per sempre.
Va colto, allora, il senso profondo: l’umiltà, la sollecitudine e l’attenzione verso gli altri.
Se Dio abita nel tuo cuore non si vede tanto da quanto preghi o da quanto lo nomini, ma soprattutto nelle tue relazioni, nei rapporti con le persone e da come stai con gli altri.
Insomma…in ogni cosa, tu ama!

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Commento al vangelo di Domenica 30 Agosto 2020

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Questo vangelo è il seguito di quello di domenica scorsa.
Simone il pescatore di Cafarnao ha appena professato che Gesù di Nazareth è il Messia.
Sarebbe stato così bello tagliare qui la scena. Ma c’è una seconda parte del vangelo di domenica scorsa: quella meno poetica e piuttosto sconcertante di oggi. Una pagina talmente dura da convincermi ancora una volta che il vangelo è autentico: nessuno scriverebbe un libro in cui racconta le sue pessime figure.

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