Commento al Vangelo di Domenica 23 giugno 2013

la_domenicaGesù se ne sta in un luogo solitario a pregare. È sempre così nei momenti decisivi. E questo è uno di quelli: dopo il gran successo di fans la persona di Gesù comincia a scricchiolare, il consenso scende.
Questo Rabbì ogni tanto la spara un po’ troppo grossa: attacca i farisei, va a braccetto con i pubblicani e le prostitute. Insomma, noi vogliamo un Messia potente e glorioso, che ci tolga dai pasticci, spedisca a casa questi romani e instauri un regno con i fiocchi.
Ricordate domenica scorsa? A tavola con il fior fiore del paese… e alla fin fine tutto si è incentrato su quella peccatrice che è entrata in casa di Simone e ha rubato la scena a tutti.Bisogna fare qualcosa.


È momento decisivo questo perché Gesù inizia il suo cammino verso Gerusalemme: siamo quasi di fronte ad uno spartiacque tra tutto quello che è accaduto fin qui e ciò che piano piano andrà a rivelarsi per la sorte di Gesù.

Mi ha molto colpito che sia Gesù a fare delle domande ai suoi discepoli.
A volte siamo talmente soffocati dai nostri interrogativi (alcuni utili solo a farci stare peggio…) che non abbiamo più la lucidità necessaria per raccogliere gli appelli che lo Spirito continua a suscitare in noi. Siamo bravissimi a mettere in discussione tutto e tutti, forse lo siamo un po’ meno a mettere in discussione noi stessi.
Oggi la Parola del Rabbì ci colpisce dritti allo stomaco: “Chi sono io per te?”
Lascia perdere per un istante le risposte che le suore ti hanno insegnato al catechismo di terza elementare, quelle che il tuo parroco si aspetterebbe da te, quelle che hai imparato a memoria per argomentare la tua fede con i colleghi di lavoro o i compagni di classe.
Provaci. In libertà.
Chi è Gesù per te? Quale spazio, quale tempo della tua vita è per Lui? Con Lui o senza di Lui è la stessa cosa? Cos’è cambiato negl’ultimi anni del tuo rapporto con Lui: cresciuto, diminuito o neanche ti ricordi di averlo? Nelle scelte importanti o quotidiane, ti confronti con la sua Parola o pretendi che il buon Dio metta un timbro a cose fatte?
Provaci, guardati, confrontati, fatti aiutare, mettiti a nudo davanti alla Parola.
E poi, così come sei, lasciati invitare. Lascia che il Maestro getti nel tuo cuore la certezza che c’è un cammino promettente davanti a te. Faticoso, certo. Ma cento volte ricco di bellezza.
“Se qualcuno vuol venire dietro a me…” Il Rabbì è chiaro: c’è una possibilità nuova, c’è un invito, una partenza. No, non è per gli altri. E’ per te. Per te che senti il desiderio di liberare tutto l’amore che hai nel cuore. Per te che senti la tua fede stanca, abitudinaria, insipida. Per te che hai intuito che l’unico modo per salvare la vita dalla morte è donarla per amore e anche per te che da questa logica non sei minimamente sfiorato. Per te che porti ogni giorno una Croce pesante e sei riuscito a darle un nome, a scoprire che non una è zavorra, ma un trampolino. Per te che sei stanco di una religione ridotta a morale e devozione, e vuoi metterti in cammino in compagnia del Risorto.
Il Maestro ti invita.
Che pensi di fare?

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