Commento al Vangelo di Domenica 12 maggio 2013

la_domenicaCome ogni anno, quando medito il brano dell’Ascensione, non riesco a non chiedermelo: perché non è rimasto?
Non sarebbe stato tutto più facile? Perché non è rimasto, bellissimo e glorioso, in mezzo ai suoi discepoli di ogni tempo? Sarebbe stato meraviglioso gustare il timbro della Sua voce, annusare il Suo profumo, camminare al Suo fianco come i dodici e lasciarsi incontrare, amare, ribaltare la vita dalla Sua Parola! Sarebbe stato fantastico guardare le Sue mani trafitte e ricordarci che è la vita donata per amore che risorge, che quello che tengo per me diventa una zavorra e quello che dono mi si moltiplica tra le mani. Sì, sarebbe stato fantastico…


Poi ci ripenso, rileggo con calma il brano di Luca e ancora mi lascio stupire.
No, la Sua non è una fuga, ma un ritorno. Il Figlio ritorna al Padre. Il Risorto entra nella comunione della Trinità.
Ogni anno ci penso e ci ripenso: questa festa è davvero sconvolgente! L’umanità di Gesù, trasfigurata dalla resurrezione, entra nella comunione della Trinità!

Ma ci pensate? Gesù ritorna al Padre e si porta dietro tutta la nostra umanità! Grande Gesù!
Sì, hai capito bene! Il Risorto torna al Padre con il suo corpo trafitto e trasfigurato, porta in Dio tutte le luci e le ombre della nostra umanità.
Niente di ciò che è umano è lontano dallo sguardo del Padre.
Lui sa la tua fatica davanti a quel bivio, Lui sa la tua gioia per l’amore ritrovato, Lui sa la tua delusione per quel tradimento, Lui conosce le tue lacrime ogni volta che passi davanti a quel letto vuoto, Lui sa il subbuglio del tuo cuore, Lui sa la fatica della distanza, Lui sa la gioia e lo slancio di questa nuova scelta di vita, Lui sa…
Che Dio stupendo ci ha rivelato Gesù e che missione impegnativa ci affida prima di salire al cielo! Il Suo Volto, sottratto alla vista con l’ascensione, deve essere reso presente dal volto della chiesa missionaria! L’annuncio a tutte le genti non è un optional della rivelazione di Gesù. Luca compone una triade fondamentale: “il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati” (vv. 46-47). Morte, resurrezione e missione sono eventi incatenati dalla rivelazione.

I due uomini che appaiono in bianche vesti ai discepoli dicendo” Uomini di Galilea? Perché state a guardare il cielo?” stanno forse constantando semplicemente che c’è un gruppetto di persone con naso e occhi all’insù?Non ci voleva un’apparizione!
No, amici, quei due dicono a loro e a noi: non guardare il cielo! Il Risorto tornerà, ma ora guarda qui a terra! Giù lo sguardo, giù il naso: in questa benedetta terra di Dio! Quella pienezza che riguarda la nostra eternità è già iniziata: siamo abitati dal suo Spirito! Allora che inizi il tempo della testimonianza!
Questo è il coraggio e la fiducia di Gesù! Ma ci rendiamo conto di questo?
Nessuna raccomandazione: lasciate solo che lo spirito parli in voi!
Tu, caro amico, con la tua vita, attraverso la tua vita, manifesti la presenza di Dio su questa terra!
Sì, proprio con la tua vita talvolta sgangherata, zeppa di domande e di dubbi, colma di impegni e d’incontri: manifesti Gesù in mezzo a noi!
Veramente Gesù ha avuto un grande coraggio no? Non si è fermato qui, apparentemente, nessuno lo vede più con gli occhi: ma è dentro di noi e attraverso noi!
Con la festa dell’ascensione Gesù non ci lascia soli, ma liberi: l’avventura è totalmente nostra! Il risorto è al nostro fianco, è dentro di noi, la nostra roccia.

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