Commento al vangelo di domenica 7 aprile 2013

tommaso_apparizioneOgni anno, la seconda domenica di Pasqua, il Risorto si ferma in mezzo a noi così come si è fermato in mezzo ai suoi discepoli, per mostrarci le sue ferite… potremmo chiamarla davvero così: la domenica delle ferite.

Alla domanda che ognuno di noi dovrebbe porsi: dove posso incontrare Gesù Risorto? Gesù risponde dicendo: Guardate il mio corpo, contemplate il mio corpo, ascoltate il mio corpo… là dove una persona è ferita, lì mi puoi incontrare.


Gesti che aprono ed i discepoli rinchiusi nel cenacolo per paura… per forza poi Tommaso non crede!
Come fai a credere a delle persone che ti dicono di aver visto il risorto e rimangono chiuse tra quattro muri! Avevano visto il Signore ed erano rimasti chiusi, separati… quella del cenacolo era ancora una comunità sulla difensiva. Forse siamo ancora un po’ troppo così nella chiesa, diamo alle persone la sensazione di essere arroccati nella convinzione di essere una comunità di eletti contrapposta ad una massa

E’ la sera del giorno di Pasqua. Le donne hanno riportato la notizia sconvolgente dell’angelo, ma i discepoli hanno paura. Stanno blindati nel cenacolo, nascosti, chiusi nella loro incredulità e delusione. Ma in questo rifugio, dominato dalla paura, si presenta il Signore Risorto. Le porte chiuse non lo fermano, l’incredulità non arresta il desiderio di incontrare i suoi discepoli. Essi temono che il Signore sia arrabbiato con loro, hanno la coscienza sporca perché sanno di aver abbandonato il loro maestro proprio nel momento più duro. Ma Gesù – il grande Gesù – non porta rancore: annuncia la pace e dona lo Spirito per la remissione dei peccati.
Questo incontro è un bellissimo annuncio: le nostre chiusure non fermano il Risorto! La Sua luce entra nelle nostre tenebre, il Suo amore è più forte delle nostre paure, la Sua presenza riempie la nostra solitudine! Il Risorto va a incrociare i suoi nel loro sepolcro e li invita al cambiamento, al grande passaggio della Pasqua: dalla paura alla gioia, dal sepolcro alla strada, dalla delusione al coraggio.
L’evangelista Giovanni ci dice chiaro e tondo che la presenza del Signore risorto è una certezza che deve sempre accompagnare la vita della comunità cristiana.
Non importa quante cadute o fallimenti ti hanno inchiodato alla delusione, Lui c’è!
Non importa quanti peccati o tradimenti hai incolonnato nella tua vita, Lui c’è!
Non importa quante debolezze o fragilità hanno prosciugato la tua autostima, Lui c’è!
Questa è la certezza di cui vive il discepolo del Signore Risorto.
Tommaso non c’era quella sera e di ritorno al fortino dei discepoli riceve l’annuncio della visita del Risorto.
Povero Tommaso… anche Lui vuole vedere il Signore, anche Lui come le donne e gli altri discepoli vuole rivedere il Risorto!
Ogni volta che rileggo l’incontro di Tommaso con Gesù, mi rendo conto che questo discepolo davvero ci assomiglia, non per nulla è chiamato Didimo, che significa “il gemello”.
Tommaso è gemello di ciascuno di noi, increduli, incapaci di fiducia, sempre alla ricerca di una prova da toccare, da vedere, da investigare.
Tommaso è gemello della nostra incredulità chiamata alla fede, delle nostre chiusure da aprire alla beatitudine del Risorto: “Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto”.

Animo, fratelli, il Signore è Risorto e viene a farci visita nei nostri sepolcri di incredulità, ci stana, ci raggiunge nelle nostre distanze e solitudini per proporci un nuovo gemellaggio con Lui, fratelli del Risorto, per vivere da uomini nuovi!

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Un pensiero su “Commento al vangelo di domenica 7 aprile 2013

  1. Personalmente mi sento,non sempre distante da “DIDIMO”, dire sono sicuro di andare dietro il Signore, senza paure, remore o incertezze e credere sempre senza dubbi; non mi appartiene. Gesù è Risorto per salvarci qualunque siano i nostri tentennamenti, io sono cristiano cattolico, ma alla continua ricerca di Dio, padre misericordioso. Le preghiere quotidiane,sono la fonte alla quale mi disseto per essere a Lui il più vicino possibile, senza nulla chiedere.

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