Commento al Vangelo di domenica 10 marzo 2013

Abbiamo ormai oltrepassato il giro di boa: tre settimane sono alle nostre spalle, il tempo scorre veloce, non guarda in faccia nessuno. Dove ci condurrà il Signore? Dove ci vuoi condurre, Gesù, se non alla pienezza della vita e della gioia?
Sì, siamo destinati alla gioia, al canto dell’exultet pasquale, all’ebbrezza della felicità.


Silenzio, bellezza, paziente fiducia: tre passaggi segreti che ci stanno aiutando a convertirci, ritrovando il senso del vivere alla sequela del Maestro.
Ed ecco una delle pagine più conosciute, forse la più conosciuta di tutto il vangelo: l’ascoltiamo da quando siamo bambini, da quando, probabilmente, ci siamo accostati alla nostra prima confessione. E forse saremmo tentati di pensare che, sì, questa è una bella storia per bambini. Ma noi siamo grandi, non crediamo più alle favole. Una storiella dolce da raccontare e sentirci anche noi un po’ più buoni… però poi la vita è complicata…

Eccolo il nostro Dio, che ha il volto di quel Padre. Se saprai rientrare in te stesso e tornare a lui, ne sarai semplicemente sorpreso. Non avresti mai immaginato, e non potresti mai immaginare. Che cosa? Che cosa significa il perdono.
Me lo immagino, ad ogni momento del giorno, quel padre mentre passeggia sul balcone. Passano i giorni, continua a scrutare l’orizzonte, ma niente. Lui non demorde, uno sguardo in continua attesa… e poi… eccolo!!!
Non sta più nella pelle, corre giù a tre scalini per volta, inforca la porta e poi di corsa nel cortile. E’ lui, sta tornando. Perché non aspettare sull’uscio? Perché non attendere con il fatidico: “Te l’avevo detto!”… è così il nostro Dio! E’ un grande! Come lui non ce n’è!
Niente romanzine, niente discorsoni, a che servono ora? Corre, corre come un bimbo! Non era dignitoso per un genitore correre verso un figlio, al più lo faceva il figlio. Ma lui no, lui è diverso, è un grande!
E lo bacia, lo abbraccia. Non si abbracciava uno che era contaminato dai porci, l’animale considerato impuro per eccellenza. Ma lui no, lui è diverso, è un grande!
Non lo lascia neppure finire di parlare! Non si aspetta le scuse, non vuole che strisci per terra. L’ha perdonato quando l’ha visto all’orizzonte. E’ così il nostro Dio: l’amore che sorprende e perdona!
E avanti con il vestito nuovo, l’anello, i sandali, il vitello grasso… che la festa abbia inizio! Che il figlio sia inondato dalla sorpresa dell’amore!

Non so se tu sia nella condizione del primo figlio, o del secondo… che pur rimanendo in casa e avendo una vita apparentemente dentro le righe, si sente pure lui servo in quella casa, soffocato e incatenato… ma il passaggio segreto per questa settimana è rientrare in te stesso.
Sono molto lontano, distante da Dio anni luce? Oppure in casa ma con il cuore altrove?… devo pensare ai miei peccati?… non so… una cosa io so: rientrerò in me stesso, mi alzerò e andrò da mio Padre!
Perché, ancora una volta, ho un’infinita nostalgia di essere sorpreso dal suo amore! Di vedermelo correre incontro, di essere abbracciato e baciato!
Il quarto passaggio segreto: rientrare in noi stessi per tornare a Lui. E l’amore ci sorprenderà!

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