XXXI edizione delle Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana

“Condividere, studiare e pregare insieme il tema dell’educazione così come ci è stato comunicato da Don Bosco” è stato l’obiettivo indicato da don Adriano Bregolin, Vicario del Rettor Maggiore, in apertura alla XXXI edizione delle Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana. Un pomeriggio intenso dedicato all’approfondimento biblico della Strenna, all’ascolto dei giovani e del Rettor Maggiore.

A dare il via ai lavori è stata la relazione di don Juan José Bartolomé che ha sviluppato “La gioia di vivere in Cristo, cuore della proposta salesiana di santità giovanile”. Il biblista ha offerto una riflessione salesiana sul versetto delle lettera di san Paolo ai Filippesi che introduce la Strenna 2013: “Rallegratevi nel Signore sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi” (4,4). Il Vangelo racchiude un progetto di vita da indicare ai giovani evidenziando l’approccio gioioso alla vita.

“La convinzione personale di Don Bosco, secondo la quale non c’era affatto contrasto tra servire Dio e vita felice, si fondava nell’intenso amore che alimentava per i suoi giovani: perché li amava, li voleva allegri adesso e nell’eternità, come soleva ripetere”, ha specificato don Bartolomè che ha fondato il suo intervento sul riferimenti biblici, del magistero pontificio e salesiano.

Citando i Lineamenta della XIII Assemblea dei Vescovi sulla Nuova Evangelizzazione ha costato: “Tra gli ostacoli alla nuova evangelizzarne c’è proprio la mancanza di gioia e di speranza […] Spesso questa mancanza di gioia e di speranza sono così forti da intaccare lo stesso tessuto delle nostre comunità cristiane […]” e, in conclusione ha auspicato: “Salesiani e salesiane, come gli altri membri della Famiglia Salesiana, sentiamoci fieri di aver ricevuto da Don Bosco una eredità pedagogica che ha saputo fare della gioia non solo una esperienza quotidiana di vita, ma soprattutto il cammino salesiano verso la santità, verso Dio. Niente di strano, dunque, che le parole ‘gioia’, ‘gioioso’ abbiano ‘un onorevole posto’ nelle nostre costituzioni, dove sono state accolte come tratto costitutivo del carisma salesiano. E così debbono rimanere.”.

Al suo intervento hanno fatto riscontro tre giovani del Movimento Giovanile Salesiano che, facendosi interpreti dei loro coetanei, hanno presentato le riflessioni e gli interrogativi a margine della proposta di un progetto di vita ispirato al Vangelo della gioia. Come comunicare ai propri coetanei la fede cristiana, come essere fedeli al progetto di vita cristiano, come vivere la gioia cristiana in contesti in cui prevale l’effimera felicità dell’immediato…? Alle domande di Luca, Eugenia e Francesco ha risposto il Rettor Maggiore che richiamando le convinzioni e la prassi di Don Bosco ha chiesto ai membri della Famiglia Salesiana di essere uomini e donne di fede ed educatori più appassionati.

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