In Europa vocazioni calate di un quinto in dieci anni

In Europa i candidati al sacerdozio sono passati da 26.879 nel 2000 a 20.564 nel 2010, con un calo di quasi un quinto. Un calo, ancorché meno evidente, si è registrato anche nel Medio Oriente, da 832 a 689. Nello stesso decennio in America del Nord i numeri sono rimasti pressoché stabili (5.646 nel 2000, 5.749 nel 2010) con una flessione a metà del decennio forse legato allo scandalo pedofilia (5.038 nel 2004). Aumenti invece in Africa (da 20.383 26.924), Anerica caraibica (da 1.180 a 1.421), Asia (da 25.174 a 33.282) e Oceania (da 923 a 1.060). Sostanzialmente stabili le vocazioni in America del sud (da 20.791 a 20.919) e America centrale (da 8.595 a 8.382). Sono i dati relativi agli studenti di filosofia e di teologia, sia delle diocesi che delle congregazioni religiose maschili elaborati dall’Annuarium Statisticum Ecclesiae (Ase) e esposti oggi in Vaticano da mons. Angelo Vincenzo Zani, sotto-segretario della congregazione per l’educazione cattolica.

Mons. Zani è intervenuto ad una conferenza stampa in Vaticano per la presentazione degli Orientamenti pastorali per la promozione delle vocazioni al ministero sacerdotale elaborato dal dicastero guidato dal card. Zenon Grocholewski.

“Nei paesi di antica tradizione cristiana il preoccupante calo numerico dei sacerdoti, l’elevarsi della loro età media e la domanda di nuova evangelizzazione determinano il delinearsi di una nuova situazione ecclesiale”, si legge negli Orientamenti pastorali per la promozione delle vocazioni al ministero sacerdotale presentati oggi in Vaticano.

“Anche la diminuzione della natalità contribuisce alla riduzione delle vocazioni di speciale consacrazione. La vita dei fedeli cattolici subisce il contraccolpo della ricerca sfrenata dei beni materiali e del calo della pratica religiosa, che distolgono dalle scelte coraggiose e impegnative del Vangelo”. Per il documento vaticano, “per quanto la pastorale vocazionale in Europa e nelle Americhe sia strutturata e creativa, i risultati ottenuti non corrispondono all’impegno profuso. Tuttavia, accanto a situazioni difficili, che pur è necessario guardare con coraggio e verità, vanno registrati alcuni segnali di ripresa, soprattutto dove si formulano proposte chiare e forti di vita cristiana”. Intanto, “mentre in Occidente si affronta il problema della diminuzione delle vocazioni, negli altri continenti, nonostante la ristrettezza di mezzi, si assiste ad un incremento promettente di vocazioni sacerdotali”.

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