In attesa dell’anno della fede

L‘anno della fede sarà un anno molto “intenso”, con una strutturazione particolare, prevedendo un’apposita Messa “per la nuova evangelizzazione”.

Sarà una celebrazione del tutto originale, con formule proprie che avrà una propria edizione tipica per ora in lingua latina e italiana e presto anche in altre lingue, entro l’apertura dell’Anno della fede.

Altre novità sono costituite dall’immagine dominante del “Cristo Pantocrator” (XII sec., cattedrale di Cefalù) scelto come richiamo universale sotto forma di immaginetta tascabile, da quaderno, da parete o per i manifesti, con stampato sul retro il testo della preghiera del “Credo”, nella versione niceno-costantinopolitana, quella – per intendersi – che si recita nella Messa domenicale e che – ha detto il vescovo – “dovremo imparare a memoria per dire la nostra fede in maniera compiuta”.

Non è stato scelto il ‘simbolo degli Apostoli’ in quanto si tratta di una versione dalla storia piuttosto contorta e controversa. E, del resto, il Credo niceno è ampiamente conosciuto su scala planetaria e variamente commentato a livello teologico e patristico.

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