Luce del Mondo: un libro tra attualità ed eternità

Un papa che risponde, con semplicita’ e franchezza, alle domande a tutto campo di un suo amico giornalista, spaziando dai ‘fondamentali’ della fede alla questione piu’ scottanti dell’attualita’. E’ questo ”Luce del Mondo. Il Papa, la Chiesa, i segni dei tempi. Una conversazione di Benedetto XVI con Peter Seewald”, il volume presentato in Vaticano e frutto di una settimana di conversazioni tra Benedetto XVI e il giornalista tedesco Peter Seewald, l’estate scorsa a Castel Gandolfo.

Papa Ratzinger non risponde ‘ex-cathedra’ ma con modestia, spesso schernendosi di fronte all’ammirazione sin troppo evidente, in alcuni passaggi, del suo entusiastico interlocutore. Racconta anche la ‘normalita’ della sua vita quotidiana, fatta di una cyclette lasciata a prendere polvere – ”ringraziando Iddio, in questo momento nemmeno mi serve!” – e serate a vedere i dvd di Don Camillo e Peppone con i suoi segretari personali e le quattro suore che vivono nell’appartamento pontificio. E non si tira indietro dal dire la sua sui temi ‘ai confini’ della dottrina cattolica, facendo aperture non rivoluzionarie ma a volte anche sorprendenti, come quella sui preservativi che ha dominato la stampa internazionale dopo le anticipazioni pubblicate dall’Osservatore Romano sabato scorso. Ma il vero cuore del messaggio che il papa vuole affidare alla forma inedita del libro-intervista ‘senza rete’ e’ un altro: riannunciare con ”parole nuove” che ”Dio e’ amore” a un’umanita’ che non comprende piu’ che ”il Sangue di Cristo sulla Croce e’ stato versato in espiazione dei nostri peccati” per la salvezza di tutti. ”Sono formule grandi e vere” ma ormai lontane dal nostro ragionare, sempre piu’ intriso di ”ateismo pratico”, denuncia il papa. Invece, la Chiesa esiste per annunciare questa verita’ nonostante gli scandali che la feriscono e tuttavia ci dimostrano che e’ proprio Gesu’ ad averla fondata: ”Se dipendesse dagli uomini – nota il papa – la Chiesa sarebbe gia’ affondata da un pezzo”. Il pontefice e’, malgrado tutto, ottimista nei confronti del mondo moderno e del posto della Chiesa puo’ avere al suo interno: c’e’, dice, ”un fiorire di nuove iniziative” che non nascono da strutture o burocrazie. ”La burocrazia – afferma con forza – e’ consumata e stanca… Il Cristianesimo forse assumera’ un volto nuovo, forse anche un aspetto culturale diverso” perche’ si trova di fronte ad ”una nuova dinamica” ed ha una ”forza vitale” che cambia il mondo. Certo, papa Ratzinger non si nasconde lo ‘scisma silenzioso’ tra l’appartenenza nominale alla Chiesa con il battesimo e la vita reale del miliardo e 200 milioni dei cattolici del mondo. ”Molti che sembrano stare dentro, sono fuori”, in una ”sorta di schizofrenia” tra voler appartenere alla comunita’ ecclesiale ed essere permeati da una mentalita’ secolarizzata. Anche se e’ vero pure il contrario: ”molti che sembrano stare fuori, stanno dentro”. Di fronte alle critiche e agli attacchi Benedetto XVI afferma: ”Se avessi continuato a ricevere soltanto consensi, avrei dovuto chiedermi se stessi veramente annunciando il Vangelo”.

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Un pensiero su “Luce del Mondo: un libro tra attualità ed eternità

  1. Nonostante il confronto che la maggior parte della gente fà con il suo predecessore, trovo che Benedetto XVI sia la persona più giusta per guidare la Chiesa in questo momento storico così difficile sotto il profilo spirituale.
    Un caro saluto e tanti auguri di buon Natale.

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