La tesi “basta aiutarli in casa loro” è inconsistente.

La migrazione resta una delle ”strategie di sopravvivenza dei singoli” soprattutto nei paesi poveri e rientra a pieno titolo ”nelle strategie di sostegno alla crescita dei Paesi africani”. Per questo risulta del tutto ”inconsistente la tesi del ‘basta aiutarli a casa loro”’. E’ questa una delle conclusioni alle quali giunge la Caritas italiana e la Fondazione Migrantes della Cei nel suo rapporto: ”Africa-Italia. Scenari migratori”, Edizioni Idos.

Un volume realizzato da oltre 60 autori e pubblicato con il contributo del Fondo Europeo per l’Integrazione dei cittadini di Paesi Terzi, che ha alla base lo studio delle molteplici problematiche del continente africano e che approfondisce i flussi migratori con l’Italia insieme ai rappresentanti di organizzazioni sociali e di ricerca, italiani e africani.

Caritas e Migrantes, nella loro introduzione al volume, invitano ad adoperarsi affinche’ la mobilita’ degli africani ”non si trasformi in occasione di sfruttamento anziche’ di promozione umana”. Una promozione che sembra non sempre seguita dal nostro paese se e’ vero che, sottolinea il volume, nel 2009 l’Italia non e’ arrivata a versare neppure allo 0,2% del proprio Pil (320 milioni di euro) per la cooperazione allo sviluppo.

Dei quasi 5 milioni di africani nell’Ue, circa un quinto si e’ insediato in Italia, ricorda lo studio Caritas. Gli africani nella Penisola erano il 30,5% dei titolari di permesso di soggiorno alla fine del 1990, il 30% dei residenti stranieri alla fine del 2002, il 26% alla fine del 2005, il 22,4% all’inizio del 2009. Si tratta di 871.128 persone, ma almeno 1 milione considerando quelle in attesa di registrazione anagrafica.

Le donne sono il 39,8%, ma con variazioni notevoli tra le diverse collettivita’. Nel gruppo di quelle piu’ conosciute, si va dal 21% del Senegal al 73% di Capo Verde. Ogni 10 immigrati africani 7 sono nordafricani (69,6%) e quasi 5 marocchini (46,3%).

Tra le collettivita’ piu’ numerose si inseriscono la Tunisia (oltre 100mila residenti), l’Egitto (quasi 75.000), il Senegal (quasi 70.000), la Nigeria e il Ghana (piu’ di 40.000). Gli africani in Italia vivono nei due terzi dei casi (66,3%) in quattro regioni: Lombardia (29%), Emilia Romagna (14,8%), Piemonte (10,2%) e Veneto (12,3%). Le traiettorie di insediamento cambiano a seconda dei gruppi nazionali. La Lombardia e’ il polo piu’ importante per la presenza africana in generale e per gli egiziani in particolare, che qui si concentrano in 7 casi su 10.

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