Le scuole paritarie vanno sostenute.

Bisogna intervenire a sostegno delle scuole paritarie private per dare anche alle famiglie meno abbienti la libertà di scelta educativa. Lo ha sostenuto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel corso del convegno a Montecitorio sul tema ‘Parità scolastica – a dieci anni dall’approvazione della legge n. 62 del 2000’.

Alla presenza del ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, la terza carica dello Stato ha ricordato la sentenza della Corte Costituzionale che nel 2008 ha dichiarato “l’illegittimità della norma, contenuta nella Legge finanziaria del 2007, che prevedeva un incremento degli importi destinati alle scuole non statali. La motivazione della Consulta è stata che tale disposizione viola il principio della legislazione concorrente delle Regioni”.

“Da più parti si segnala quindi – ha rilevato Fini – l’esigenza di un riordino del sistema paritario che, oltre a evitare i conflitti di competenza tra Stato e Regioni, dia certezza a famiglie e istituti scolastici nella fruizione dei sostegni previsti dalla legge. E’ compito del Legislatore, e quindi del Parlamento, nell’osservanza dei princìpi costituzionali e nel rispetto delle compatibilità del bilancio pubblico, intervenire al fine di favorire il consolidamento della libertà di scelta educativa all’interno del sistema nazionale dell’educazione”.

“Uno dei principali obiettivi – ha sottolineato il presidente della Camera – deve essere quello di permettere anche alle famiglie meno abbienti di scegliere quella che ritengono sia la migliore opzione educativa per i propri figli. La prospettiva non è solo quella di una migliore efficienza del sistema ma anche quella di una più ampia fruizione da parte dei cittadini dei diritti di libertà e democrazia che fanno parte integrante del patrimonio morale della nostra società. Mi auguro che il Parlamento sappia cogliere, già in questa Legislatura, questa grande ed importante opportunità”.

“E’ opportuno sottolineare – ha osservato Fini – che sostenere la parità scolastica non equivale affatto a intaccare il sistema statale dell’istruzione, ma significa contribuire alla crescita dell’offerta formativa in Italia, che rappresenta un diritto per i nostri giovani e un investimento per il sistema-Paese”. Secondo la terza carica dello Stato infatti “anche le scuole paritarie private svolgono un servizio pubblico”.

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