Per i giovani conta più il diploma della laurea

Per trovare lavoro in Italia conta più avere il diploma piuttosto che la laurea. Il tasso di disoccupazione per i laureati tra i 25 e i 34 anni è pari all’11,2% contro l’8% dei diplomati e il 23,7% per chi ha conseguito la sola licenza media.

Lo si legge nel ‘Piano di azione per l’occupabilità dei giovani attraverso l’integrazione tra apprendimento e lavoro’ dei ministri del Welfare, Maurizio Sacconi, e dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Il documento che si è arricchito di una parte dedicata ai ‘Giovani tra scuola, università e lavoro‘ è stato consegnato a Regioni e parti sociali, nel corso degli incontri al ministero del Lavoro su ammortizzatori sociali e formazione.

Nel piano, Sacconi e Gelmini puntano al “rilancio” del contratto di apprendistato che, “nella stragrande maggioranza dei casi continua a rimanere un semplice contratto di lavoro temporaneo senza alcuna valorizzazione della componente formativa pure astrattamente prevista e, anzi, indicata dalla legge come elemento caratterizzante del modello contrattuale in questione”. Ed ecco infatti che lo scorso anno si è registrata una “drammatica” diminuzione dei contratti di apprendistato: gli apprendisti sono stati 645.986 nel 2008, mentre nel 2009 sono stati solo 567.842 con una diminuzione di ben 78.144 unità (oltre il 12%). “È quindi nostra intenzione – proseguono Sacconi e Gelmini – sostenere e premiare le iniziative che le università vorranno intraprendere per sviluppare progetti di innovazione didattica che sappiano cogliere questa grande opportunità”. In sostanza, la direzione che il Governo intende prendere è quella di passare ad una “maggiore valorizzazione della componente della formazione aziendale” e ad un “maggiore coinvolgimento delle parti sociali e della bilateralità. Gli sforzi delle Regioni dovrebbero concentrarsi per contro sul rilancio dell’apprendistato per il diritto-dovere e per l’acquisizione di un diploma o di un titolo di studio universitario”.

Tornando al tema del rendimento della istruzione, nel documento si legge che l’Italia è “l’unico paese europeo in cui il tasso di disoccupazione dei giovani laureati maschi è maggiore di quello dei coetanei con un livello di istruzione inferiore, in quanto il vantaggio della formazione risulta evidente solo con il passare degli anni”. Ma c’è di più: “Tra i diplomati che hanno trovato un lavoro dopo tre anni dal conseguimento del diploma circa l’83% di quelli provenienti dagli istituti professionali e da quelli tecnici ha trovato un lavoro a tempo pieno, rispetto al 50% dei liceali. Inoltre questi ragazzi hanno maggiori probabilità di avere retribuzioni più elevate: oltre il 42% guadagna più di mille euro.Invece, nel resto d’Europa l’acquisizione della laurea “presenta sempre dei vantaggi”.

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