Siamo in un paese inerme…

 Un ”atto assurdo, che ha offeso i cattolici”. Nel suo ‘Primo Piano’ di questa settimana, Famiglia Cristiana torna sulla cancellazione, poi revocata, del programma Rai dedicato a Giovanni Bachelet per stigmatizzare un’Italia, scrive, che ”si sta consumando tra poverta’ che aumenta, lavoro che manca, solidarieta’ che arranca”.

Lo stesso ”zelo” che una ”burocrazia ottusa” ha rivolto al presidente dell’Azione Cattolica ucciso dalle Brigate Rosse, lo si dovrebbe chiedere ”verso i ‘furbetti del quartierino’, i ‘soggetti attuatori’, gli ‘utilizzatori finali’ che, moralmente, devastano il Paese, corrompendo le nuove generazioni”. Per Famiglia Cristiana, ”non basta la ”cultura del fare. Occorre chiedersi: ‘Che cosa si fa, e per chi”, perche’ ”il bene del Paese non e’ affare privato, dove si spartiscono soldi e appalti, come tra bande. Senza regole e controlli. Anzi, con mille deroghe e coperture all’impunita”’. Per il settimanale cattolico, il nostro e’ ormai un Paese ”sfilacciato”, ”senza piu’ maestri esemplari a indicare vie virtuose”, in cui, ”con la brezza degli appetiti, prevalgono gli scaltri. La prudenza e’ una virtu’ sconveniente. L’Italia costruisce miti fasulli, destinati a rovinare in macerie. Il Paese si perde tra gossip, veleni e interessi privati”. E di fronte a chi ”fa i conti, ogni giorno, coi pochi soldi per la spesa”, c’e’ ”un’altra Italia godereccia e spendacciona che fa scempio dei soldi pubblici, e irride ai poveri e alle vittime delle tragedie”. Eppure, scrive ancora il settimanale dei Paolini, ”il Paese non si indigna piu’. Il silenzio pubblico della societa’ civile su vicende che intrecciano soldi e sesso e’ segno d’una pericolosa deriva. Oggi Tangentopoli fa sorridere, perche’ i raccomandati li chiamano ‘consulenti’, e i corruttori ‘soggetti attuatori”’. ”Nella societa’ – conclude Famiglia Cristiana – della competizione c’e’ spazio solo per gli esorcismi: contro immigrati, barboni, famiglie con figli, precari… A volte l’esorcismo si fa col ‘bastone’, per pestare i marginali e gli ultimi. Altre volte, con la violenza delle parole. Come nei dibattiti televisivi. O nei veleni che schizzano tra giornali e giornalisti, tra un potere e l’altro dello Stato. Chi cerca di dare la scossa, al piu’ e’ compatito. La platea dei cittadini assiste inerte. E’ indifferente. Non sa piu’ cosa sperare. Intanto, guardando al futuro, stacca un biglietto del ‘gratta e vinci”’.

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2 pensieri su “Siamo in un paese inerme…

  1. Sono un piccolo autonomo con una famiglia di 4 persone me compreso a mio totale carico con casa in affitto, locale per l’attività in affitto, da più di un anno ho dovuto ricorrere a finanziamenti ora ci troviamo in piena crisi non c’è più il lavoro di 3 o 4 anni fa però abbiamo da pagare ugualmente finanziamenti, affitti da mandare i ragazzi a scuola con un reddito dell’attività scieso al disotto dei limiti della sopravvivenza. Ho bisogno di ulteriori finanziamenti per poter pagare le tasse al chè davvero vergognoso doversi indebitare per pagare le tasse. Quando si pensa ai piccoli imprenditori come me che non siamo mai stati di peso allo Stato ma che ci siamo sempre sacrificati a limitarci le proprie esigenze per migliorare nell’attività per stare dietro ai tempi per creare novità produttive ecc. e pensare che da sempre siamo il volano dell’economia nazionale; abbiamo diritto si o no e a cosa o a chi bisogna rivolgerci per avere aiuti economici prima di essere soppressi sia giuridicamente che fisicamente da questo infame sistema? Rispondetemi per favore! Voglio trovare ancora la forza di andare avanti e come me tantissimi piccoli imprenditori ed artigiani. Attenzione! Se non s’interviene seriamente noi saremo costretti alla fame e il sistema Italia sarà un fallimento. Fate qualcosa visto che le mie richieste verso banche e consorsi di garanzie ai quali sono stati delegati gli aiuti per p.m.i., tutt’oggi, sono ancora incerte. Questo, aimè è un sistema che non funziona bisogna correre ai ripari prima di arrivare al fallimento e chiusure o all’usura perchè questo si stà già verificando e questo si sa già che ci porta al fallimento totale con tutte le cnseguenze che ne derivano. Fate qualcosa abbiamo bisogno, vogliamo crescere non vogliamo essere dei parassiti; vogliamo continuare a portare avanti il nostro lavoro le nostre famiglie con dignità e onestà. Attendo Vostro riscontro.Grazie.
    Questo succede nella provincia di Lecce. Mi sento una vittima inerte contro un sistema di paradossi insormontabili.
    Giorni fà percorrevo la Salerno Reggio C. e notavo notevoli grandi cantieri di completamento da una parte con soddisfazione vedere che le cose si fanno; dall’altra avevo la rabbia che mi rodeva dentro vedere migliaia o milioni di milioni di euro che vengono spesi così facilmente, ed io o tantissimi come me sono costretti a privarsi in tutto fino alla fame. E’ una vergogna inaudita. Siamo arrivati, come si dice, davvero alla frutta.
    La mia è una missiva umiliante per me ma anche per l’Italia. Pertanto nella mia desolazione sono convinto che se non si colma il divario di una forbice così ampia da chi può a chi non può, non potrà esserci ripresa economica se non si aiutano i piccoli artigiani,piccoli imprenditori autonomi e le micro imprese famigliari autonome che ci mettono la faccia, professionalità, capacità lavorative, innovazione e proprie risorse. E’ proprio le risorse che mancano ai nostri livelli ai quali non arrivano mai o non si vuole farle arrivare. la crisi ci stà soffocando! non ce la facciamo più il sistema creditizio bancario funziona solo per rafforzare il loro patrimonio pretendendo garanzie immobiliari spropositate ad ogni nostra esigenza finanziaria. Ricordo che la stragrande maggioranza dei piccoli non usfruiscono di beni immobili; essi da sempre ci mettono la faccia, le loro capacità, le proprie risorse ora ogni loro richiesta per superare questi periodi così difficili sta diventando vana. Attenzione se non raranno messi in condizione di reggere le difficoltà del momento e ad usufruire di veri aiuti, nel dare la liquidità necessaria per garantire la propria autonomia lavorativa e mettere in atto nuove idee nuove strateggie e innovazione, si rischia grosso perchè il vero volano dell’economia sono i piccoli che rischiano del proprio e non i grandi, medi e,piccoli gruppi societari che non rischiano nulla. Se non si interviene con saggia tempistica anche il sistema Italia sarà un fallimento.

  2. Si, e’ cosi’ come hai scritto… se sapessi che dolore nel cuore…. si continua a dormire… l’Italia e’ oppiata dalla superficialita’ che nasconde questa drammaticita’…anche io grido non vivo in Italia piu’, ma la mia famiglia, voi, la mia terra … le generazioni che arrivanooooo ..
    Signore pieta’ !
    Cristo pieta’!
    Signore ascoltaci! amen

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