Eluana Englaro un anno dopo…

”E’ naturale e umano dar da mangiare e da bere a chi non puo’ provvedere da solo. Innaturale e terribile e’ invece l’idea di negare, in qualunque modo, la vita di chiunque o anche solo di abbandonarla nella debolezza, nell’estrena dipendenza, nella difficolta’. Innaturale e terribile e’ anche solo pensare di lasciare andare alla deriva una persona totalmente disabile”.

Avvenire, il quotidiano della Cei, ricorda oggi con un editoriale del direttore Marco Tarquinio, il primo anniversario della morte ”dolorosissima” di Eluana Englaro. Il giornale dei vescovi intervista le suore di Leggo che si sono prese cura della donna in stato vegetativo permanente per 17 anni fino a quando e’ stata ”portata a morte a Udine”, e invita a prendere esempio da ”coloro che, con dolcezza e sapienza umana e medica, amano e servono la vita e non la negano”. ”Questi sono gli esempi, i fatti – prosegue Avvenire -. E poi ci sono le chiacchiere, i digrignanti sofismi di chi vuol far credere che accudire i malati piu’ gravi, i cosiddetti ‘senza speranza’, sarebbe crudele. Le algide polemiche di chi osa descrivere come una ‘violenza’ le tenere cure prestate a chi non puo’ badare a se stesso. L’alterigia antidemocratica – conclude l’editoriale – di chi invoca l’azione di ‘saggi magistrati’ per sovvertire le leggi che gia’ stabiliscono (come la legge 40) o, si spera, stabiliranno presto (come la legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento) un limite di rispetto nella manipolazione della vita nascente e un dovere minimo di assistenza degli inabili”.

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Un pensiero su “Eluana Englaro un anno dopo…

  1. perderò del bel tempo a scrivere e forse il commento non sarà pubblicato, di norma i “democratici”, soprattutto se “molto religiosi”, non tollerano opinioni diverse dalle loro

    certo i funerali portan meno soldi nelle casse di tutti che non infilare per decenni SONDINI DI PURA CHIMICA in un corpo martoriato, riempirlo di antibiotici, lasciarlo ricoprire di piaghe da decubito, e farlo contro la volontà dell’unico proprietario “terreno” di quel corpo, contro l’evidente volontà del Dio che invocate per giustificare ogni violenza dell’uomo contro l’uomo dalle guere sante in poi (che non le han inventate i mussulmani di recente … )
    ma non siete stanchi di bestemmiare DIO? che ne è della sua volontà? del mio libero arbitrio? del mio preferire lasciar fare a lui e non alla chimica dell’uomo?
    provo orrore per l’uomo che decide per l’uomo, tanto più per quello che nel farlo bestemmia il suo Dio
    nutriamo chi, sano, muore di fame ogni giorno, vendiamo l’oro dei templi che DIO non vuole ( o la Bibbia l’ho letta male? ), e lasciamo al corpo il suo diritto e dovere di “tornare polvere”
    lasciamo ai corpi di chi non ha paura ne del nulla nè di affrontare il giudizio del suo Dio, il diritto di esser quel che sono: destinati alla decomposizione e non all’eternità chimica

    la nonna mise il nipote a sedere su di una sedia e gli disse che quando lei avesse provato a prenderlo avrebbe dovuto opporsi con tutte le sue forze
    e così, quando la nonna gli si avvicinò, il nipote si attaccò disperatamente alla sedia, provava dolore per gli strattoni della nonna, per lo sforzo di rimanere aggrappato alla sedia, per la rabbia di essere costretto a subire e fare tanta violenza, nella lotta la sedia caddè ed altri lividi gli riempirono il corpo … ed inevitabilmente, alla fine, la nonna lo strappò alla sedia
    a quel punto la nonna riposizionò la sedia e rimise il nipote a sedere
    “ora, quando verrò a prenderti , mi permetterai di abbracciarti e portarti con me”
    e così fù, il nipote allargò le braccia e lasciò dolcemente la sedia verso l’abbraccio della nonna
    “ora sai della morte”, disse la nonna
    “quando verrà a prenderti, così come è nel destino di ogni essere vivente, nulla potrà fermarla.
    se le opporrai resistenza non otterrai nulla di più che riempire i tuoi ultimi attimi di vita di dolore e rabbia,
    se ti lascerai andare incontrerai serenamente il tuo inevitabile destino”

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