Natale, l’autenticità dell’incontro

Natale è alle porte e noi  vogliamo puntare l’attenzione sugli aspetti autentici del mistero dell’incontro con Gesù.

E per voi cosa significa il Natale?

Ne parleremo in diretta martedi 15 Dicembre ai Giovani della Speranza alle ore 21.00 su Primantennatv.

Condotto da Rossano Bisceglie, sarà ospite come di consueto il prof. Alessandro Meluzzi al quale potete porre le vostre domande già da adesso.

Scriveteci sin da ora: leggeremo i vostri commenti in diretta!

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21 pensieri su “Natale, l’autenticità dell’incontro

  1. Per me il Natale è tutto e niente. Dipende da come conduciamo la nostra esistenza e dai nostri valori.io non sono credente ma amo l’atmosfera di spiritualità che comunicano le tradizioni sedimentate che oggi compongono le varie feste “comandate” e non.non mi interessa tanto di quale religione siano o da che parte di mondo vengano,ogni festa ha una storia e un significato di rappacificazione,condivisione e scambio di affetto.

  2. “Natale, l’autenticità dell’incontro” …”e per voi cosa significa il Natale?”: titolo e domanda della trasmissione.
    Non vorrei dire nulla di personale: sono un credente e il vivere il Natale è per me una cosa seria. E faccio mio con tutto il cuore l’invito dell’amico Paolo “Iniziamo a pregustare la ‘gioia’ del Natale…”.
    Mi interrogo però sulla domanda che d’obbligo ci si pone sempre ogni anno in questa occasione, frastornati come siamo dal consumismo “vomitante” che ci sovrasta. E puntualmente ci chiediamo se viviamo il Natale. E’ molto riduttivo e piuttosto strumentale, con tutte le più buone intenzioni.
    E’ una sofferenza questo voler salvare almeno qualcosa del senso delle cose che viviamo. E’ quella sofferenza che è anche insita nel mistero dell’Incarnazione. Ora forse raccogliamo quello che la comunità dei credenti ha seminato o ha disperso. Ma la gioia, che nasce dalla certezza che quel Bambino viene a raccogliere i nostri stracci, dà senso a tutto il nostro operare e ci fa fare comunque l’esperienza di un’umanità ritrovata, se siamo capaci di incontrarci senza pregiudizi.

  3. il Natale oltre al significato strettamente religioso che riveste..
    ci consente di creare un’occasione per riunirsi .. stare in compagnia e senza necessariamente doversi scambiare dei regali.. non mi piace il consumismo sfrenato che si crea intorno a queste festività..
    un saluto e grazie per la visita

  4. Ohibò, che cos’è per me il Natale.
    Il motivo per restare attivi tutto resto dell’anno.
    L’impulso che mi fa seguire i bambini nelle loro marachelle, e ascoltare i grandi nelle loro lamentele.
    Il seme di gioia che vedo nei volti dei bimbi felici e fotunati che la mattina con il pigiamino ancora addosso corrono a scartare i loro pacchetti.
    Il movente che fa riunire, almeno una volta l’anno, le famiglie intorno alla stessa tavola.
    Ma più di tutto il giorno di Natale è il miglior giorno di riposo dopo una notte di fatica!!!
    Ohibò ma che domande…e poi è il compleanno del mio capo…”Gesù Bambino”!

  5. Natale è…
    nascere ogni anno a nuova autenticità, trasparenza di vita, ammirato stupore, lealtà ed energia… Si, energia! Quella che solo lo Spirito può dare!

    ————————-

    Grazie a te del passaggio e della traccia di te che hi lasciato!

    y_w

  6. Carissimi amici
    volendo rispondere alla domanda “Cos’è il Natale” mi viene spontaneo questa risposta: è un evento che riguarda una Persona e non una cosa. Questa Persona interpella tutta la mia vita perchè con la Sua nascita, Incarnazione, essa è stata redenta e sanata nella sua radice.
    Il Natale non può che essere riconducibile alla Persona di Gesù, è Lui la Nuova Alleanza che paradossalmente sceglie di assumere condizione umana, per ricondurre noi uomini alla Bellezza originaria, pensata da sempre da un Dio, che altro non è che AMORE.
    E’ la Festa che celebra l’Amore di Dio per l’uomo e che manifesterà il suo apice nel mistero Pasquale.
    Il Natale è dunque la celebrazione “manifesta” dell’amore di Dio per me. E’ la celebrazione delle nozze tra Dio e la mia umanità.
    Per questo è incomprensibile vivere tale evento da atei, da appartenenti ad altre religioni, da indifferenti. Che senso ha per questi fratelli scambiarsi doni, partecipare a cenoni, stappare spumante a mezzanotte? E’ un’assurdità.
    Per il cristiano invece tutti questi gesti assumono significato. Il gesto simbolico del dono e della festa sono in qualche modo una condivisione-partecipazione ad altri fratelli di Colui che è il dono più grande per me, di Colui che è venuto ad inaugurare per ogni uomo quel tempo
    di Festa che non avrà più fine.

  7. Natale per me è una vera Magia e io come tutti i credenti penso di viverlo in un modo veramente speciale, una festa Vera con la V maiuscola , con un significato concreto, la nascità di Gesù il nostro salvatore. Natale per me è anche fare un salto nel passato e rivedermi nel lettone dei miei genitori la notte della Vigilia… Natale per me è trovarsi tutti insieme seduti davanti al caminetto a scartare i regali o semplicemente scambiarsi due chiacchiere… Natale per me è andare a Messa a mezzanotte… Natale per me è vedere migliaia di persone che si accalcano ai negozi per comprare i regali agli amici e parenti… Insomma Natale è anche un po’ tutto questo.

  8. Natale è un incontro con l’Amore di Dio concreto! Dio che si incarna,un bambinello nasce, Dio scieglie la fragilità dell’uomo,e il Segno sarà una “mangiatoia” in una povera capanna. Questo dono che il Signore mi fa è stupefacente perchè proprio attraverso la fragilità mi riconosco.
    E la preghiera “Pace in terra agli uomini di buona volontà”
    Sarà la mia preghiera nella notte di Natale.
    Buon Natale Santo Paolo a te e alla tua famiglia.
    Daniela

  9. Grazie per il passaggio dal mio blog ma… io non credo in Dio, o meglio, cedo nel mio Dio personale che non appartiene a nessuna religione. Porto anzi un certo rancore nei confronti di tutto ciò che abbia a che fare con la religione e soprattutto con la chiesa.

  10. Bhè innanzi tutto è una festa religiosa e da nn dimenticare che è la ricorrenza della nascita del nostro Signore.
    Però mi sento di sottolineare che è la festa del consumismo, ma soprattutto la si vede come la festa dei bambini. Ci sono molte persone che dicono: “quest’anno non mi sembra Natale”, “lo spirito del Natale si è perso da tanto tempo”. Anche io feci quest’errore 3 anni fa quando mi separai da mio marito per una serie di motivi il principale perchè condivido 2 splendidi bambini e mi trovavo e mi trovo a dividermi da loro ad anni alterni e non festeggiare questo evento avendoli tra le braccia, bene oggi ho capito e posso dire che sbagliavo il Natale è una festa che si deve sentire dentro; ma purtroppo tanti sono gli eventi negativi che succedono; ma quando feci capire ai miei bimbi che il Natale si poteva festeggiare ogni giorno, vivo e vivono la festività con + entusiamo-amore-gioia e serenità e tutto ciò mi da forza-emozione. Anche perchè il Natale esprime queste sensazioni e per me è gioia vedere il sorriso sulle labbra dei miei bimbi, l’abbraccio-conforto che un amico/a può donarti-regalarti, e se tutto ciò avviene nella quotidianità allora si che si può dire che ogni giorno è Natale e con l’occasione auguro a tutti voi un feliccissimo Natale. buona trasmissione …..

  11. E’ difficile recuperare tutta la gioia del compimento imminente dell’attesa quando si vivono momenti drammatici come quelli che stiamo vivendo.

    Però il Natale sta a ricordarci che c’è Uno che ha vinto e vince sempre il male anche se in modo paradossale e incomprensibile.

    Come paradossale è la scelta di un Dio di farsi un bimbo tenerissimo in balìa di un mondo che gli uomini rendono inospitale.

    Eppure è quel bimbo fragile, pieno di bisogni e di attenzione, che mendica la nostra commozione e la nostra gratitudine.

    Perché è più facile prendere un bimbo tra le braccia e tenerlo stretto e coprirlo di baci.

    Questo è il Natale: il mio Dio che si fa abbracciare come si abbraccia un bimbo, un figlio tenerissimo e dolce.

    Ed è questo bambino che diventando uomo e salendo sulla Croce vince la morte e regna. Nonostante la nostra ingratitudine, testardaggine, durezzza e cattiveria.

  12. Natale in italiano è diventato sinonimo di Compleanno, si festeggia la nascita di chi, e qui la Fede diventa importante , è il simbolo del Perdono, della Salvezza, della Possibilità di sbagliare per imparare , della Tolleranza e della Solidarietà,della grandezza dell’umiltà e di Coraggio davanti alle difficoltà insomma è sinonimo di Vita.
    Ma non dimentichiamo che è il simbolo della Libertà di scelta, che è il massimo dell’Amore.
    Festeggiamo questa festa ricordandoci del Bambino e del bambino che è in noi.
    Un cordiale saluto

  13. Avete notato che nel periodo natalizio spesso non vi è felicità?
    Vi siete mai guardati in giro nei grandi centri commerciali?
    Non notate gente che corre qua e là, per prendere un regalo per il tal dei tali, ed è realmente di malumore. Non fanno regali con gioia!
    Io credo che a Natale molti si sentono obbligati a riaffermare gli ideali di benignità, generosità e amore per espiare il fatto che hanno trascurato questi stessi ideali nella loro vita quotidiana.

  14. Ohibò, che bella trasmissione ieri sera! Non ho ben capito tutto quello stupore quando è stato detto che avevo scritto anche io…
    “Babbo Natale” è nel cuore di ciascuno di noi. In alcuni è una fiammella debole ed in altri è una luce accecante che riesce a contagiare anche gli altri…è un modo di sognare la speranza.
    Grazie Paolo, ci vediamo il 25!

  15. Oh Cielo Paolo! Mi son persa la trasmissione…per fortuna Babbo Natale era lì per me! 😉
    Se tu parli di Natale, io ho pensato di parlare allora di Paradiso, perchè credo che con un po’ di amore e positività se ne possa trovare una buona fetta anche qui su questa magnifica Terra!
    Vieni a trovarmi, sono curiosa di sapere cosa ne pensi!
    Zucchero filato per tutti!

  16. Mi scuso per intervenire a trasmissione già avvenuta.
    Ma un breve commento lo voglio scrivere ugualmente perchè l’argomento mi sembra molto interessante.
    Ci vorrebbe in realtà molto più tempo di quello che ho oggi a disposizione.
    Che cosa significa il Natale per un non credente come me?
    Significa innanzitutto ricordi: di quando ero bambino, e può sembrare retorico ma lo scrivo lo stesso, di quando avevamo, tutti, meno soldi e tutte le festività, quelle religiose in primo luogo e soprattutto quelle di dicembre, erano principalmente un’occasione per stare insieme ai parenti, non tutti graditi, e particoarmente per stare insieme a tutti i componenti della nostra famiglia quando eravamo più uniti, almeno in apparenza, in periodi, tutto sommato migliori di quelli attuali, i quali lo so bene – sono un’economista – sono contraddistinti da un maggiore benessere economico e questa è una conquista, mai definitiva, ma importante rispetto anche solo ad alcuni decenni or sono, ma sono periodi, quelli attuali, dove i famosi “valori”, etici aggiungo, contano sempre meno.
    Ma ricordi anche più recenti, con la mia nuova famiglia, mia moglie, morta da sei mesi, che era credente ma che progressivamente dall’inizio della sua malattia ha perso totalmente la sua fede, e la figlia di mia moglie.
    Questi ultimi ricordi almeno quest’anno sono molto brutti. Non so cosa succederà i prossimi anni, non lo so proprio.
    Io comincio a pensare che voi credenti siete proprio fortunati…, ma non ci posso fare niente. Non voglio e non ho mai voluto mentire a me stesso. E per gli stessi motivi per i quali Cinzia non credeva più, la mia distanza dalla fede è ancora più aumentata.

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