Riconoscere il valore politico della carità.

Le societa’ contemporanee devono riconoscere il ”valore politico della carita”’ cristiana, un valore che, nelle parole del segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, ”scaturisce dal fatto che rapporto fraterno e rapporto sociale, tra essere prossimo ed essere socio, sono distinti ma in stretta correlazione”. Il segretario dei vescovi, che ha parlato oggi all’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, si e’ rifatto all’enciclica di papa Benedetto XVI ‘Caritas in veritate’, che ”toglie la carita’ dalla sua presunta marginalita’, che la relega nello spazio della coscienza privata, per riconoscerle il rilievo pubblico e politico che le compete. Essa non si riduce alla cura del povero e alla relazione di aiuto al bisognoso, ma piuttosto informa le dimensioni costitutive del vivere sociale e configura l’ethos collettivo”. ”Questo – secondo mons. Crociata – implica il superamento dello schema individualistico della costruzione sociale, secondo cui anzitutto si da’ l’individuo, quasi a prescindere dai rapporti sociali e culturali, considerati il frutto di una convenzione, di un contratto tra individui”.
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Un pensiero su “Riconoscere il valore politico della carità.

  1. L’argomento è molto interessante e di estrema attualità. E per quel che mi riguarda personalmente, legato alla dimensione comunionale e sociale della diaconia, ordinata o non, da attuarsi ognuno nel proprio ambito.
    È un temda da riprendere e da approfondire.
    Luigi

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