‘Risorse e dignità del Mezzogiorno’

‘Famiglia Cristiana’ di questa settimana anticipa i contenuti di ‘Risorse e dignità del Mezzogiorno’, il documento della Cei sulla questione meridionale che verrà pubblicato all’inizio del prossimo anno e che presenta – così la bozza illustrata dal settimanale dei Paolini – un’autocritica della Chiesa sul rapporto con le mafie e un invito al Governo a vigilare sul riassetto federale promosso dalla Lega.
Il testo fa un’autocritica: “Non ovunque e non da tutti si gridano le parole risuonate nella Valle dei Templi”. Si tratta delle parole di Giovanni Paolo II, il tremendo avvertimento agli uomini delle cosche, “un giorno verrà il giudizio di Dio”, lanciato il 9 maggio 1993 ad Agrigento. Il documento della Cei riconosce che “nel Mezzogiorno la Chiesa ha mostrato di recepire in maniera disomogenea la lezione profetica di Giovanni Paolo II”, ma anche quella dei “martiri per la giustizia”, don Pino Puglisi, don Peppino Diana, il giudice Rosario Livatino: “Tanti sembrano cedere alla tentazione di non parlare più del problema o di limitarsi a parlarne come di un male antico e invincibile”. Invece, le mafie sono “la configurazione più drammatica del male e del peccato, forme brutali e devastanti di rifiuto di Dio”. Il documento spiega che la criminalità organizzata non deve “dettare i tempi e i ritmi dell’economia né della politica meridionale”, ma ricorda anche che negli ultimi vent’anni le organizzazioni mafiose “hanno messo radici in tutto il territorio italiano”, arrivando nel Sud fino “all’esautoramento dell’autorità dello Stato e degli enti pubblici”. Con l’alterazione del mercato del lavoro, del sistema degli appalti e con l’interferenza nelle scelte urbanistiche si arriva, quindi, a “contaminare tutto il territorio nazionale”. Né è servita l’elezione diretta dei sindaci e dei presidenti regionali a scardinare “i meccanismi perversi o semplicemente malsani nell’amministrazione pubblica”. La crisi ha fatto crescere “l’egoismo individuale e corporativo un po’ in tutta Italia”, lasciando al Sud il ruolo di “collettore di voti estranei al suo sviluppo”. Il testo denuncia la “falsa onorabilità e l’omertà diffusa”, “meno diritti e opportunità per le donne”, giovani “condannati a una perenne precarietà” e osserva che non si può continuare a considerare il lavoro nero “un sano ammortizzatore sociale”. Tuttavia, non tutto è mafia. Non manca la speranza. I vescovi la individuano nei giovani che sono scesi in piazza per contrastare la mafia e rilevano come “la parte migliore della Chiesa nel Sud” sta con le “associazioni antiusura, antiracket”, con il “volontariato e le reti di solidarietà che non si rassegnano alla violenza e allo sfruttamento”. Alla politica e alla maggioranza di Governo i vescovi chiedono di vigilare sul riassetto federale del Paese: “Sarebbe una sconfitta per tutti se il federalismo allontanasse le diverse parti d’Italia”. Occorre, invece, un gioco di squadra e un federalismo fiscale solidale, con “ricchezze messe a disposizione di tutti”, integrato da “investimenti pubblici e privati”, un piano nazionale che ponga rimedio al “divario nel livello dei redditi e dell’occupazione”, oltre che delle infrastrutture, per “evitare che si creino diritti di cittadinanza differenziati a seconda dell’appartenenza regionale”. Nel testo della Cei anticipato da ‘Famiglia cristiana’ si citano anche l’immigrazione e il dialogo con l’islam.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...