Politica e morale: martedi sera in diretta TV

Alla luce dei recenti avvenimenti si comprende come il rapporto tra politica e morale è un tema di estrema vastità e complessità. Oggi la questione politica è diventata questione morale. Per questo nei suoi confronti è impossibile la neutralità.

E voi che ne dite? Quale rapporto ha e deve avere la politca con la morale?

Saranno presenti in studio: Claudio Lubatti (PD), Claudia Porchietto (PDL), Alberto Goffi (UDC), Antonello Angeleri (Lega Nord), Luongo (Sinistra e Libertà).

Ne parleremo in diretta martedi 17 Novembre ai Giovani della Speranza alle ore 21.00 su Primantennatv.

Condotto da Rossano Bisceglie, sarà ospite come di consueto il prof. Alessandro Meluzzi.

Scriveteci sin da ora: leggeremo i vostri commenti in diretta!

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11 pensieri su “Politica e morale: martedi sera in diretta TV

  1. In altre occasioni ti ho lasciato dei commenti abbastanza articolati e anche se non lunghi.
    In questo caso mi comporto diversamente ma non perchè ho poco tempo a disposizione ma perchè, secondo me certo, la risposta al quesito non può che essere “secca”:
    il rapporto della politica con la morale dovrebbe (il condizionale è d’obbligo..) essere strettissimo, non dovrebbe esserci politica senza morale. Chiedo troppo?
    Ciao a presto.

  2. a relazione tra Mafia e Politica non è più una collusione, non è più un rapporto stretto, non è più una fratellanza: sono la stessa cosa.

    Le mafie coincidono con la politica, con la politica nel suo insieme, così a destra come a sinistra; la malavita non è trasversale, è onnipresente, riempie ogni spazio disponibile, corrode e colma con la sua presenza totalitaria ogni luogo democratico. Le primarie, le elezioni ad ogni livello amministrativo, la scelta dei candidati, gli appalti, i piani regolatori. Dal senatore del Pd Nino Papania, al caso Cosentino, sono solo la punta dell’iceberg: ogni settimana nasce un caso nuovo, a dimostrazione che è il sistema ad essere marcio e che questo sistema politico mafioso gode dell’appoggio, anzi si esprime proprio nelle dirigenze nazionali dei partiti.

    Non solo Berlusconi, pesantemente coinvolto nel processo che ha condannato a 9 anni per mafia Marcello Dell’Utri, fondatore di Forza Italia. Bersani in cosa è diverso? Quali sono state le sue azioni da segretario del Pd dopo aver scoperto che le primarie in cui è stato eletto erano pesantemente manovrate dalla malavita, che così come porta pacchetti di voti alle elezioni amministrative e politiche, così fa con le primarie interne di un partito. Lo ha spiegato Roberto Saviano in un suo recente articolo, ma lo ha ammesso lo stesso Michele Caiazzo, consigliere regionale Pd proprio della Campania.

    D’altra parte i partiti non possono essere la soluzione di tali problemi, poichè ne sono la causa, come dice Elio Veltri. Io aggiungo che sistema partitocratico, la democrazia rappresentativa stessa è l’habitat perfetto per lo svilupparsi della malavita organizzata e delle mafie italiane in particolare, grazie alla loro lunga tradizione di controllo del territorio e di collusione politica, come il mafioso Andreotti insegna. C’è un problema di compatibilità tra la democrazia elettiva e le clientele: come distinguere un bacino di voti da un pacchetto pagabile al portatore? Qual’è la differenza sostanziale tra il voto di scambio e le promesse elettorali? Tra i contibuti elettorali e le tangenti, tra lo scambio di favori e l’assegnazione degli appalti?

    Finchè non si affronteranno questi problemi, in tutte le loro implicazioni, il potere delle mafie crescerà a dismisura, così come è successo sin dalla fondazione della Repubblica Italiana.

  3. Di fronte al rischio della corruzione non si risponde con leggi chiare che cerchino di prevenire e limitare il fenomeno nella pubblica amministrazione, ma a limitare l’azione dei magistrati. Questa vicenda, unicamente italiana, non potrà essere a lungo sopportata dai cittadini.

  4. Forti di un uso spregiudicato dell’articolo 67 della Costituzione (“Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincoli di mandato”), i nostri parlamentari ci hanno abituati a tali evoluzioni da uno schieramento all’altro, da un partito all’altro, da far impallidire gli acrobati del Cirque du soleil.
    E allora cosa resta? Restano i compensi, restano i privilegi e restano i benefit (auto, segretarie, viaggi, cinema, telefonini). In tempi di crisi non è niente male!

  5. Nella mentalità corrente c’è la tendenza a pensare che la morale riguardi solo l’ambito della vita e dei rapporti privati. Invece, anche la ricerca del bene comune chiama in causa il riferimento a criteri e norme morali. La morale è sempre la stessa, non si modifica a seconda del suo essere applicata alla sfera pubblica o alla sfera privata.

  6. Ultimamente tra politici arrestati o indagati, conflitti d’interesse, accuse di inutilità del Parlamento e addirittura di “mignottocrazia”, fino ai costi e ai privilegi rimasti inalterati dei parlamentari,si è tornati insistentemente a parlare di “moralità” della politica.
    Ma cosa significa “moralità” per un politico? Senso dello Stato e delle istituzioni, coerenza, lavoro nell’interesse di tutti i cittadini (quindi rispetto del mandato elettorale, ma anche di chi non l’ha votato), o semplicemente onestà?

  7. “I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società, della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze ed i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune”. Lo sosteneva Enrico Berlinguer nella famosa intervista rilasciata ad Eugenio Scalfari su Repubblica nell’ormai lontano 28 luglio del 1981.
    Le cronache di oggi confermano che poco o nulla è cambiato.

  8. L’uomo politico che sposa appieno la questione morale sa cosa rischia di perdere. Quella importante fetta di elettorato manovrata da coloro i quali sull’immoralità e sui compromessi, morali e rincorrono il potere. Sono i “padroncini” della politica. Quelli in grado di decidere il governo di un paese. Cosa volete gliene importi dell’etica, della morale?
    Si continua ad urlare al cambiamento. Un urlo che non è ancora cessato. E’ ora di smettere di urlare e cominciare ad agire.
    Giovanni

  9. HAIMè che dire …. partendo dalla definizione di “politica” dal greco politikòs risale ad Aristotele ed è legata al termine “polis”, che in greco significa la città, la comunità dei cittadini; l’amministrazione della politica per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano. Altre definizioni, che si basano su aspetti peculiari della politica, sono state date da numerosi teorici: per Max Weber la politica non è che aspirazione al potere e monopolio legittimo dell’uso della forza; per David Easton essa è la allocazione di valori imperativi (cioè di decisioni) nell’ambito di una comnità; per Giovanni Sartori la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane. In conclusione qualsiasi partito o politico dell’etica della morale ne fanno spesso uso in ogni dove … ma poi al lato concreto quando hanno il potere ….poveri noi (cittadini) che ci dobbiamo sottoporre alle loro (dittature) passatemi il termine …. ciao e buona trasmissione

  10. La politica senza morale non e’ politica…e’ a servizio della camunita’ della nazione per il suo bene.. sottolineo servizio, e non potere sulla comunita’.
    I politici servono se stessi.. e ammaliano con leggi e parole non fattibili…I valori cattolici cristiani sulla dignita’ della persona umana..dove sono? Dovrebbero andare a scuola di nuovo…manca di sensibilita’…Non si serve solo il denaro..

    I politici sono modelli morali per la nazioni e le generazioni del futuro…siamo tornati ai tempi di “Sodoma e Gomorra” solo oggi si e’ consapevoli ieri no..
    Paolo grazie, non chiedi troppo si dovrebbe cominciare a pensare alle famiglie, alla fame nel mondo alle ingiustizie ai soprusi e violenze..ma anche fare…non solo ciarle..

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