Bersani e la Chiesa: dallo sciopero dei chierichetti al feeling con Cl

 Si è laureato con una tesi sull’ecclesiologia di Gregorio Magno, è diventato comunista “in parrocchia”, e, quando serviva dietro l’altare, ha anche organizzato uno sciopero dei chierichetti, il nuovo segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani. Che non è, però, un ‘catto-comuista’ a tutto tondo. Se rispetto alla gerarchia cattolica Bersani sconta l’adesione a posizioni analoghe a quelle del ‘cattolico adulto’ Romano Prodi su temi come la bioetica, il ventaglio di simpatie che gode nel mondo cattolico è ampio. Il vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero, del resto, di recente aveva sostenuto che il Pd “non riesce a scaldare il mondo cattolico“. Spetterà a Bersani provare a convincerlo del contrario, forte dei suoi buoni rapporti con la galassia del laicato cattolico.
“Sono nato in una famiglia cattolica dove ‘Famiglia Cristiana’ non è mai mancata – raccontò nel 2006 al settimanale dei Paolini – in un paesino bianco dell’Emilia rossa, la parrocchia, il coro della chiesa e anche il chierichetto, anche se debbo dire che in quella veste qualcosa del futuro politico di sinistra si vide, perché organizzai lo sciopero dei chierichetti”. Come è diventato comunista? “In parrocchia, perché si discuteva, si partecipava, si ragionava sulle cose giuste e quelle ingiuste”, rispose Bersani. La simpatia con il mondo di Comunione e liberazione è nata, piuttosto, con gli appuntamenti di Rimini. La ‘lenzuolata’ di liberalizzazioni, la partecipazione all’integruppo parlamentare per la sussidiarietà (insieme, tra gli altri, a Maurizio Lupi, Maurizio Sacconi, Enrico Letta e Linda Lanzillotta), la simpatia di Bersani per i ‘corpi intermedi’ della società hanno rappresentato altrettanti motivi di consonanza con associazioni come la Compagnia delle opere o la Fondazione per la sussidiarietà. Non a caso ‘IlSussidiario.net’ commenta con toni positivi la sua elezione alla testa del Pd. “Se verranno rispettati i proclami fatti nella campagna elettorale – afferma il giornale online della fondazione guidata da Giorgio Vittadini – il partito cercherà di spostare il baricentro verso il pragmatismo delle riforme, dell’attenzione alle Piccole e Medie Imprese, della tutela del lavoro. Si tratta di rilanciare un progetto per il Paese alternativo a quello di un centrodestra che scricchiola ogni giorno di più”. Per la testata vicina a Cl, però, oltre alle luci ci sono pure le ombre. “Laicità del partito, strutturazione sul territorio e le alleanze per le prossime regionali sono altrettanti test immediati per il nuovo segretario”, scrive ‘IlSussidiario.net’, secondo il quale Bersani “dovrà presto lasciare ogni ambiguità rispetto ai temi caldi della questione morale e del collateralismo a sindacati e pezzi di finanza”. Non solo: “L’affaire Marrazzo e la possibile candidatura di Bassolino in Campania già bussano alla porta come macigni”. Quanto ai vertici della Chiesa cattolica, l’atteggiamento nei confronti del Pd è più critico. Il Vaticano non esprime giudizi e l”Osservatore romano’ si limita ad un asettico articolo di cronaca sulle elezioni di Bersani. L”Avvenire’ elenca quattro temi ‘caldi’ sui quali la Conferenza episcopale italiana sarà vigile, così come è stata critica nei confronti di Prodi. Sulla famiglia, ‘Avvenire’ rileva che “nella mozione Bersani si ripropone di ‘rilanciare senza tentennamenti nel Parlamento e nel Paese’ le proposte di legge ‘largamente condivise’ sulle convivenze civili, oltre che su altri temi sensibili, quali il cosiddetto testamento biologico”. Quanto ad aborto e pillola Ru486, “l’ex ministro ha detto di non capire ‘il no a tecniche meno invasive, previste tra l’altro dalla stessa legge che regola l’aborto'”. Sul fine vita, ‘Avvenire’ ricorda che Bersani ha avuto a ribadire che “il parlamentare non può agire secondo coscienza perché deve rispondere agli elettori del suo operato”. Nel campo della libertà di coscienza, infine, il giornale della Cei registra una “stretta bersaniana sui convincimenti personali”. Un elenco di dichiarazioni da cui traspare, sulle colonne di ‘Avvenire’ una certa apprensione. Il vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero, del resto, di recente aveva sostenuto che il Pd “non riesce a scaldare il mondo cattolico”. Spetterà a Bersani provare a convincerlo del contrario, forte dei suoi buoni rapporti con la galassia del laicato cattolico.
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2 pensieri su “Bersani e la Chiesa: dallo sciopero dei chierichetti al feeling con Cl

  1. Innanzitutto ti ringrazio per avermi fatto conoscere delle informazioni sul passato di Bersani che non sapevo affatto.
    Io non ho votato Bersani ma Marino, soprattutto perchè Marino oggettivamente rappresentava l’unica novità, quanto a storia personale, rispetto agli altri due candidati, entrambi “professionisti della politica”.
    Io non so se Bersani riuscirà a scaldare il mondo cattolico, credo che però , più in generale, non riuscirà a scaldare tutti coloro e sono molti che ormai sono molto distanti dalla politica e questo dovrebbe essere un suo obiettivo prioritario.
    Infatti io penso che quando diventa ampia la distanza nei confronti della politica in realtà si corrono seri rischi per la democrazia, o quanto meno per il tipo di democrazia che sarebbe auspicabile per me, una democrazia partecipata e non autoritaria. Perchè? La risposta è sintetica, e forse banale, perchè la politica incide sulla vita quotidiana di tutti noi e abdicare completamente alla possibilità di incidervi, anche se indirettamente, è una sconfitta per la democrazia, anche se capisco i buoni motivi che determinano il distacco dalla politica.
    E non so se Bersani riuscirà ad ottenere qualcosa in questa direzione. Io sono scettico.
    Ciao a presto.

  2. Speriamo bene. Resta comunque legato alla sua storia cultrale e politica ma ha un profilo certamente più alto di Franceschini e Marino. Tuttavia non facciamoci troppe illusioni: l’uomo della provvidenza non esiste nè a destra nè a sinistra, occorrerà vigilare con rispetto ed attenzione. Staremo a vedere

    L’oste

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