Prestito della speranza: parte a Torino l’iniziativa promossa dalla CEI per le famiglie

 Parte il 27 ottobre il “Prestito della speranza” che attraverso la Caritas di Torino e la Fondazione don Mario Operti cercherà di offrire un aiuto a quelle famiglie – sempre più numerose – che a causa della crisi economica sono entrate nella fascia di “povertà grigia”. “Il Prestito della speranza – spiega il direttore della Caritas Pierluigi Dovis – è un progetto nazionale voluto dalla Conferenza episcopale italiana in collaborazione con l’Associazione Bancaria italiana per sostenere i nuclei famigliari che a causa della crisi iniziata nel 2008 si sono trovati senza reddito o con la sola entrata della cassa integrazione. Un progetto che noi ora abbiamo cercato di applicare alla realtà torinese tenendo conto delle sue specificità, e in particolare della collaborazione e dell’esperienza maturata dalla Fondazione Operti, e valorizzando un gruppo di volontari esperti sia nelle questioni del credito sia nell’ascolto e nell’accompagnamento”. 

Concretamente il “prestito della speranza” prevede l’erogazione di un massimo di 6 mila euro nell’arco di un anno (in rate mensili) da una delle banche convenzionate che hanno aderito al progetto ad un nucleo famigliare che attraverso la parrocchia di appartenenza viene segnalato alla segreteria della Caritas diocesana. La famiglia aiutata intraprende così un iter che prevede anche la restituzione (nell’arco di 5 anni secondo un piano di ammortamento concordato) della somma ricevuta con un interesse del 4,5%, cioè dimezzato rispetto al Tegm (il tasso effettivo globale medio sui prestiti personali stabilito dal ministero dell’Economia e delle Finanze). “In Italia – prosegue Dovis – si calcola di poter sostenere 30 mila famiglie cadute in povertà in seguito alla crisi. Il prestito che viene erogato potrà rappresentare l’inizio di un nuovo percorso che le aiuti a riemergere”. Non un contributo assistenzialistico dunque, ma un vero e proprio sostegno accompagnato, per far sì che i beneficiari riescano a recuperare autonomia o avviando in proprio un’attività di impresa o seguendo iniziative di riqualificazione e reinserimento lavorativo. Garante del prestito presso le banche è un fondo gestito da Banca Prossima sul quale è confluita da parte della Cei una quota di 30 milioni di euro (in parte raccolti dalla colletta effettuata nelle parrocchie italiane il giorno di Pentecoste) e a cui si possono aggiungere offerte di istituzioni e privati. I destinatari del progetto sono famiglie con tre figli, o con carichi sanitari ingenti, italiane o straniere, cadute in difficoltà dal gennaio 2008 in poi, che devono essere segnalate alla Caritas torinese (telefonando allo 011.5156350 dal 21 ottobre dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12) dalle parrocchie. Che succede dopo la segnalazione? Viene fissato un appuntamento, a partire dal 27 ottobre presso gli uffici diocesani di via Val della Torre; accertati i requisiti del richiedente si procede quindi alla costruzione del progetto personale, all’accompagnamento presso l’istituto di credito che erogherà il prestito, e ad un tutoraggio che terminerà dopo 5 anni. “È una nuova opportunità – conclude Dovis – per aiutare quelle famiglie che improvvisamente si trovano in povertà e che anche per questa repentinità e drammaticità del cambiamento si trovano meno attrezzate a chiedere aiuto, a risollevarsi, pur avendone le potenzialità. È una strada poi che ci coinvolge sul piano dell’accompagnamento e dell’ascolto. Un ascolto ed un accompagnamento che sia responsabilizzazione, sostegno, educazione e frutto di un’azione integrata con le tante realtà del territorio e non assistenzialismo isolato. Per questo riteniamo di poter essere utili anche a nuclei familiari privi di alcuni dei requisiti del prestito: li indirizzeremo ai tanti altri progetti locai già operativi”.

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4 pensieri su “Prestito della speranza: parte a Torino l’iniziativa promossa dalla CEI per le famiglie

  1. Hai ragione Luigi anche se queste parole fanno ricordare un’altra canzone.
    Eppure è vero, nei momenti di maggiore bisogno la Chiesa è (e non potrebbe essere diversamente) al fianco di chi ha più bisogno. Paolo

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