Ffwebmagazine: stati generali sulla bioetica

A quando gli stati generali della bioetica anche in Italia?”. Lo chiede Ffwebmagazine, il periodico online della Fondazione Farefuturo, prendendo spunto da quanto realizzato, nei mesi scorsi, in Francia per volere del presidente Sarkozy. “Ci piace quando i francesi decidono di convocare gli stati generali per discutere, da fronti contrapposti, su argomenti di grande interesse pubblico. Come hanno fatto nel caso della bioetica. Per evitare di lasciare alla politique politicienne il destino di un argomento urticante come quello che, con termini prelevati dal vocabolario specialistico e fatti propri dal birignao giornalistico, giunge a invadere sempre più la coscienza individuale”.

Quello francese è stato un esperimento comunque vincente, perché “si è cercato, forse per la prima volta, di attivare l’esperimento del consenso informato, del dibattito aperto ai più vari contributi. Da quelli dei non credenti a quelli dei cattolici, passando per tutte le posizioni più o meno conformiste. Tutti raccolti dentro lo stesso auditorium, davanti a un pubblico ogni giorno più attento e partecipe. Una terza via sia rispetto all’asetticità tecnoscientifica di stampo anglosassone che preferisce affidarsi in pieno alle commissioni di esperti sia rispetto alla necessità tutta latina di buttarla sulla contrapposizione ideologica frontale di tutti gli stakeholders”. E infatti Jean Leonetti (genetista e parlamentare) che presiedeva il comitato promotore ha dichiarato di “aver scommesso sull’intelligenza della gente e di aver vinto la partita”. “La stessa Chiesa – prosegue l’articolo – ha preso attivamente parte al dibattito, sia partecipando alle attività ufficiali sia promuovendo una serie di iniziative parallele di approfondimento. Rimarcando con il cardinale André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi e presidente della Conferenza episcopale francese, l’importanza dell’esperimento in quanto ‘in gioco ci sono questioni che toccano la vita della nostra società e della nostra umanità'”. Si tratta – conclude Ffwebmagazine – di “un’idea che affianca e non sostituisce la discussione parlamentare (quanto più pacata e responsabile) su questi stessi temi. Un progetto costruito in nome del principio di responsabilità costruito dal basso: per uscire dalla logica prevalente che prevede il ricorso alla pancia dell’elettorato attraverso la contrapposizione netta imposta dall’istituto referendario o per mezzo della brutalità dei sondaggi condotti sull’onda dell’emotività; per evitare l’eterno rimpallo tra aule parlamentari e tribunali amministrativi; per disincagliarsi dalla tendenza di valutare l’eticità di una legge tanto al chilo; per sottrarre il dibattito agli urlatori di professione”.

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