Igino Giordani: presto beato il politico e giornalista

Giordani con alcuni giovani negli anni '70.jpg Si terrà domenica prossima, presso il Centro Internazionale Movimento dei Focolari, a Rocca di Papa, la chiusura ufficiale della fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione di Igino Giordani, cofondatore insieme a Chiara Lubich del Movimento dei Focolari.
Igino Giordani, considerata una delle figure più rappresentative della cultura del Novecento, padre di 4 figli, scrittore, giornalista, politico, diventerà dunque santo. Politico lontano da ogni privilegio, negli anni difficili del dopoguerra ha esercitato il ruolo di costituente e parlamentare come “servizio sociale, carità in atto”.
 Strenuo difensore della pace, considera la guerra “un’operazione contro il popolo, in spregio alla libertà, alla democrazia”. In precedenza, per i suoi duri interventi contro il fascismo, Giordani visse “in confino civile e politico”: fu radiato dall’albo dei giornalisti e privato dell’insegnamento. Intellettuale di punta del cattolicesimo italiano, studioso dei Padri della Chiesa, si fa voce di un cristianesimo eroico e in qualche modo precorre il Concilio Vaticano II, specie sui temi del laicato e dell’ecumenismo. Nel ’48 una svolta: l’incontro con Chiara Lubich, che nel ’43 aveva dato vita ad un nuovo movimento nella Chiesa, i Focolari, accende in lui una “rivoluzione dell’anima”. Trova ciò che aveva a lungo cercato: gli si spalancano i cancelli che avevano separato “il mondo laicale dalla vita mistica”. Il suo cammino da individuale si fa comunitario. Giordani, dal canto suo, dà un contributo importante al dispiegarsi del carisma dell’unità dei Focolari nel campo ecumenico, della famiglia, della politica e dei diversi ambiti della società. Tanto da essere riconosciuto da Chiara tra i confondatori del movimento. In molte sue pagine e nella stessa sua vita si può trovare una testimonianza di quella “Caritas in veritate” tracciata da Papa Benedetto XVI nella sua ultima enciclica. La fase diocesana del processo di beatificazione si conclude dunque domenica, dopo 5 anni di lavoro: 2.500 le pagine degli atti processuali. I censori teologi hanno esaminato 98 libri e più di 4.000 articoli; i periti storici, 120 faldoni di scritti inediti, costituiti da oltre 60.000 pagine. Si ha, inoltre, documentazione di più di 50 grazie ricevute per intercessione di Giordani. Tra queste il postulatore della causa sceglierà quella da sottoporre al giudizio della Chiesa per l’accertamento del miracolo. L’apertura della causa, presieduta dall’allora vescovo tuscolano monsignor Giuseppe Matarrese, aveva avuto luogo il 6 giugno 2004 nella cattedrale di Frascati, diocesi dove Igino Giordani concluse il suo cammino terreno. La cerimonia conclusiva si svolgerà al Centro Internazionale dei Focolari di Rocca di Papa, nella cui cappella sono custodite le sue spoglie e quelle di Chiara Lubich. Sarà il nuovo vescovo, appena insediato nella diocesi di Frascati, monsignor Raffaello Martinelli, a presiedere, alle ore 16.30, l’atto giuridico, che sarà preceduto dall’intervento dell’attuale presidente dei Focolari, Maria Voce.
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