Quale scuola stiamo costruendo?

Ad Agosto, il TAR del Lazio,  ha detto che i crediti scolastici aggiuntivi concessi a chi segue le lezioni di religione sono illegittimi e i docenti di religione, non avendo diritto a concorrere con il proprio insegnamento alla formazione del voto finale, non possono partecipare a pieno titolo agli scrutini.

E voi che ne dite? Quale scuola stiamo costruendo?

Ne parleremo martedi 22 settembre ai Giovani della Speranza alle ore 21.00 su Primantennatv.
Condotto da Rossano Bisceglie, sarà ospite, come di consueto, il prof. Alessandro Meluzzi.

Scriveteci: leggeremo i vostri commenti in diretta!

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17 pensieri su “Quale scuola stiamo costruendo?

  1. Io credo invece proprio il contrario, che in Italia non ci sia una vera libertà di scelta religiosa.
    Perchè a scuola si insegna solo la religione cattolica?
    La sentenza del tar sancisce, finalmente, che lo stato italiano è, e deve essere, laico; quindi non può e non deve favorire in nessun modo una religione rispetto ad un’altra.
    E su questo non ci trovo proprio nulla di sbagliato, anzi…

  2. Scusate, io non sono esperto di queste cose, ma a me risulta – correggetemi se sbaglio – che i docenti di religione siano già adesso “diversi” da tutti gli altri, in quanto mentre i docenti normali vengono assunti a ruolo tramite un normale concorso pubblico, quello di religione viene nominato dal Vescovo. Non solo E allora? Tutto questo casino per cosa? Per una presunta discriminazione tra insegnanti di serie “a” e “b” che di fatto c’è sempre stata?

  3. E’ una scuola assistenziale la nostra, dove il messaggio dominante è: ci occupiamo di far andare avanti tutti, il più indistintamente possibile, per non far emergere le differenze. Una scuola così potremmo definirla una meravigliosa ‘strategia del livellamento’.

  4. E’ un po’ difficile prescindere dalla propria esperienza personale quando si tratta dell’ora di religione, soprattutto per uno che nella scuola ci è sempre stato, come studente e come insegnante, e quindi ha avuto modo di conoscere vari tipi di insegnamento della religione cattolica.

    Personalmente ricordo con stima il mio vecchio prof di religione, un Monsignore plurilaureato al quale debbo le mie conoscenze “teologiche” che nessun altro mi aveva prima dato o mi ha dato poi.
    Da questo punto di vista posso dire che lui fosse davvero un insegnante della religione cattolica, nel senso giusto del termine, perché, in modo assolutamente laico e distaccato, ci insegnava certe nozioni indispensabili per comprendere anche la cultura cristiana di cui è intessuta la storia, la letteratura, l’arte, la musica della nostra Italia.

    Di certo se sono cristiana cattolica non è per quello che mi ha insegnato lui: perché l’ora di religione era un’ora di studio come le altre, almeno al Liceo Dettori dove studiavo.

    Non così per altre classi o per altre scuole, compresa la scuola dei miei figli. Ma questo non dipende certo dall’ora di religione in sé, bensì dal singolo insegnante, come dipendono dal singolo insegnante le scelte didattiche ed educative… e in Italia c’è libertà di educazione, almeno per i docenti, che non sempre sono dei buoni docenti.
    Ma , come in tutte le cose ci sono coloro che fanno il loro dovere con passione e dedizione, quelli che aspettano il 27 del mese, quelli che usano la cattedra per imporrre un’ideologia, e quelli che sono decisamente incapaci di insegnare… c’è posto per tutti in questa scuola italiana che spero si rimetta a posto vista la distruzione dell’umano nei nostri ragazzi e nei nostri figli.

    Occorre che la scuola si ponga come unico obiettivo quello dell’educazione armonica e completa dei nostri ragazzi.

    Non battaglie ideologiche, ma serietà e responsabilità per tutti.

  5. Mi sta bene, cambiamo “l’ora di religione” con “l’ora di storia DELLE religioni”.
    Non è formando i nostri figli nell’insegnamento cattolico che potranno migliorare culturalmente, ma forse più utile metterli a conoscenza della natura, della storia, dei fondamenti delle molteplici religioni del mondo.

  6. Penso che le nostre radici vadino insegnate sempre..nel complesso.. le religioni si studiano anche nella storia e nella storia della Chiesa..oggi c’e’ liberta’ di stampa, liberta’ di letture… quindi…
    Ai nostri figli raccontiamo dei nostri nonni e bisnonni storie…storie vissute… quindi la nostra religione e’ Cattolica e comprende gia’ tutto…scegliete bene e non dimenticate le nostre radici..Un sorriso ragazzi…

  7. Come è e dovrebbe essere noto, l’insegnamento di religione è occasione non di indottrinamento bensì di arricchimento culturale, affinché i nostri giovani meglio siano criticamente formati e siano rafforzati nella costruzione della loro personalità, conoscendo l’identità della nostra civiltà, che ha indiscutibili radici cristiane.
    Federico

  8. Fare ogni giorno cose facili, ripetere gli stessi argomenti, non approfondire, non essere spinti mai a salire un gradino in più, penso che possa spegnere qualsiasi intelligenza. La scuola che non alza mai l’asticella per nessuno, condanna tutti alla mediocrità; dove si possano trovare le motivazioni a continuare a studiare, a migliorarsi sempre?

  9. Una domanda al prof. Meluzzi: credo che Torino sia una delle città d’Italia dove esistano più religioni che in qualunque altra città. E allora perché non inserire nelle scuole l’ora di “Religioni” anziché di “Religione”? con lo studio di tutte le religioni come forma di cultura per poter poi dare la possibilità a ciascuno di fare una libera scelta di appartenenza?.

  10. Ho letto che Cacciari propone che l’ora di religione dovrebbe essere obbligatoria. secondo lui L’insegnante (non scelto dai vescovi) dovrebbe insegnare cosa sono le religioni, la storia delle religioni e del fenomeno religioso.
    In pratica e’ gia’ quello che succede. E’ da tempo che l’ora di religione non e’ piu’ “catechismo”. Qualcuno avverta Cacciari, e’ rimasto fermo alla sua gioventu’.

  11. I genitori scelgono di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica. Ed allora…che problema c’è se la conseguenza di questa scelta è che gli insegnanti di religione possano partecipare (doverosamente direi) agli scrutini, esprimendo giudizi su coloro che si avvalgono dell’insegnamento? E che problema c’è se i genitori ed i loro figli decidono, insieme ai crediti guadagnati con i vari corsi di ballo ed iniziative di volontariato sociale, di far valere anche quelli inerenti l’insegnamento della religione cattolica?

  12. Riforma dopo riforma, tessiamo una trappola mortale ai giovani: questa scuola facile, socializzante, divertente. Questa scuola che noi adesso stiamo loro costruendo forse li rovinerà. Condannandoli per sempre a una Ignoranza abissale che non potrà non avere conseguenze sul loro futuro professionale.

  13. Non e’ colpa di nessuno se la cultura di questo Paese e’ stata segnata da secoli e in misura massiccia dalla presenza della religione cattolica. Quindi entrare in un dialogo con la cultura italiana significa anche, non dal punto di vista confessionale ma dal punto di vista culturale, entrare in dialogo con la religione cattolica. E questo e’ il motivo dell’insegnamento.

  14. Se i genitori scelgono l’insegnamento della religione cattolica è giustissimo che gli insegnanti di religione possano , anzi devono partecipare agli scrutini ed esprimere giudizi ed avvalersi dei crediti aggiuntivi come le altre materie.

    Grazie

  15. Ciao don Luca!

    Io credo che la cultura cattolica ci sia. Eccome!
    Bisogna solo che noi facciamo la fatica (non è mica uno scherzo! è una cosa seria!) di approfondirla e farla nostra in modo da reggere la sfida delle continue novità!

    Perché una cultura, incapace di affrontare il presente, o non c’è o non è vera!

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