Biotestamento: si riparte…

 Riprende oggi nella commissione Affari sociali della Camera dei deputati l’iter del testamento biologico. Una legge sulla quale il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha espresso l’auspicio che si possano consolidare i rapporti pur “eccellenti” con la Chiesa cattolica dopo le polemiche del caso Boffo, il direttore di ‘Avvenire’ dimessosi dopo gli attacchi del ‘Giornale’. L’appuntamento di oggi è, in realtà, procedurale. Alle 11 di mattina si riunisce l’ufficio di presidenza per stabilire il calendario dei lavori. La discussione vera e propria inizierà la settimana prossima.
“Ci sono trenta deputati iscritti a parlare. Abbiamo chiuso le iscrizioni prima della pausa estiva. Inizieremo a discutere martedì prossimo e cercheremo di concludere in settimana, giovedì, con tre sedute”, spiega il presidente di commissione Giuseppe Palumbo (Pdl). Seguiranno le audizioni. “Spero che il testo arrivi in aula entro fine ottobre”, aggiunge Palumbo, che però contesta che ci sia una “accelerazione” dei lavori. “Questo era il programma già stabilito prima delle ferie, così come, prima delle ferie, non c’è stata nessuna perdita di tempo”, assicura. Nonostante il diverso avviso dell’opposizione, il presidente della commissione si dice convinto che, alla fine della discussione, il testo base scelto sarà – “quasi sicuramente” – il ddl Calabrò approvato dal Senato. “Non è mai successo che venga scelto un teso base diverso da una legge già approvata dall’altro ramo del Parlamento”, afferma, “sarà lavoro del relatore integrare quel testo con gli altri progetti di legge presenti”. Dopo l’affaire Boffo, era stato lo stesso Presidente del Consiglio a citare la ripresa dei lavori sul biotestamento a proposito dei rapporti con il Vaticano. Sottolineando che non esistono problemi, Berlusconi ha spiegato che “la difesa da parte del nostro governo di alcuni principi che sono alla base della dottrina cattolica sono lì a dimostrarlo”. Il premier ha quindi aggiunto che “questa eccellenza di rapporti” sarà “consolidata nei prossimi mesi con il testamento biologico”. Una posizione contestata dall’opposizione. “Provo un brivido che un tema delicato, personale quale è il testamento biologico, stia nella testa di Berlusconi come merce di scambio con la Chiesa”, ha avuto a dire il segretario del Pd Dario Franceschini. Oltre all’opposizione, è all’interno dello stesso Pdl che allignano perplessità e rimostranze nei confronti del testo licenziato da Palazzo Madama. Oltre al drappello di deputati ‘liberal’ del Pdl, è il presidente della Camera in persona, Gianfranco Fini, ad aver denunciato, al proposito, il rischio di uno “stato etico”, e ad aver auspicato “una formulazione che sia meno dogmatica”. Posizione contestata da esponenti della Santa Sede, nonché da altri settori del Pdl come il presidente del gruppo al Senato Maurizio Gasparri. Non manca, infine, una posizione ‘terza’, esposta di recente da Maurizio Sacconi. “Proprio per cercare un più vasto consenso sul testamento biologico si potrebbe intanto approvare la leggina che il Consiglio dei ministri varò unanimemente sulla vicenda Englaro”, ha detto il ministro del Welfare al meeting di Rimini di Comunione e liberazione. “A priori mi sembra abbastanza difficile – commenta Palumbo – è comunque un problema che verrà preso in considerazione al momento del voto in commissione”.
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