E La lega si propone come interlocutore della Chiesa…

Come era facile prevedere l’epilogo della vicenda Avvenire-Giornale, con le dimissioni ieri del direttore del giornale della Cei Dino Boffo, tiene banco nel dibattito politico. Boffo, nella sua lettera al card. Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, in cui comunica, e spiega, la decisione di lasciare la guida del quotidiano, ha parlato senza mezzi termini di violenza: ”La mia vita e quella della mia famiglia, le mie redazioni sono state violentate”. Parole che ovviamente hanno acceso lo scontro politico, con l’opposizione che ha colto l’occasione per accusare nuovamente il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (ritenuto da molti quanto meno il mandante morale dell’attacco di Feltri a Boffo) di attentare alla liberta’ di stampa.
Ma al di la’ delle dichiarazioni dure della Cei (Bagnasco ha parlato di un ”inqualificabile attacco mediatico”) e del Pd (per Franceschini ”c’e’ una precisa regia per intimidire la liberta’ di stampa”) da un lato e della maggioranza (La Russa, Fitto, Frattini chiedono comunque che il caso Boffo rappresenti la fine di uno scontro che rischia di imbarbarirsi) dall’altro, la notizia politica della giornata arriva in serata, quando si viene a sapere dell’incontro tra la Lega e il presidente della Cei. Umberto Bossi e Roberto Calderoli hanno incontrato Bagnasco per circa un’ora, parlando di bioetica e immigrazione, due temi sui quali – dopo le polemiche dei giorni scorsi, partite in particolare dai respingimenti dei clandestini in mare per arrivare fino alla messa in discussione del Concordato – lo stesso leader del Carroccio aveva annunciato l’intenzione di voler ”’andare a discutere in Vaticano”. Ma la visita, che sarebbe stata comunque concordata con il premier, offre una Lega pronta a proporsi come interlocutore della Santa Sede, o dei vescovi almeno, in un momento in cui – al di la’ di dichiarazioni formali che parlano di reciproca e continua collaborazione – i rapporti tra Silvio Berlusconi e la Chiesa nel suo insieme sembrano essere attraversati da difficolta’. La Lega a colloquio con i vescovi non e’ comunque una stranezza, come si potrebbe pensare visto la piu’ volte dichiarata laicita’ del suo leader Bossi. Lo stesso Bossi pero’ che ha sempre sottolineato le radici cristiane della Lega e soprattutto sostenuto, certo pure in chiave elettorale, come il Carroccio rappresenti anche il mondo cattolico settentrionale. In ogni caso ieri la Lega, evidentemente, e’ corsa in aiuto del premier. Nello stesso tempo pero’, non e’ sbagliato considerare la mossa di Bossi come un ulteriore passo, dopo le vittorie elettorali di primavera e prima delle regionali del prossimo anno, verso la definitiva collocazione, all’interno dello schieramento di centrodestra, come partito sempre piu’ autonomo, coerente, forte e, perche’ no, sempre meno circoscritto alla sola ”padania’. Un partito, la Lega Nord, che insomma cerca di proporsi – in un momento di chiaro disorientamento per l’elettorato cattolico dell’ex Forza Italia e di forti perplessita’, per una parte degli ex An, di fronte ad alcune prese di posizione, da alcuni ritenute antivaticane, di Gianfranco Fini – come il punto di riferimento della coalizione. A partire dal fondamentale rapporto con oltre Tevere.
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