Caso Boffo: un’estate “rovente” tra Chiesa e Governo…

Per un politico di qualsiasi livello – ed a maggior ragione per chi ha responsabilita’ di governo nazionale – irritare il Capo dello Stato o le alte gerarchie della Chiesa cattolica e’ sempre sconsigliabile perche’ porta in genere non poco nocumento. Nelle ultime settimane il Presidente del Consiglio e’ riuscito ad avvicinarsi molto a questo risultato, su entrambi i fronti contemporaneamente. E, aspetto ancor piu’ sorprendente, nei confronti di un Giorgio Napolitano e della Chiesa che in questo primo anno non hanno dimostrato una pregiudiziale ‘ostilita” nei confronti dell’attivita’ del governo.

Con il Presidente della Repubblica, la goccia che tuttora in parte rischia di far traboccare il vaso e’ rappresentata dalle celebrazioni per il 150* anniversario dell’Unita’ d’Italia, unita’ di cui il Capo dello Stato e’ peraltro costituzionalmente garante. Dopo la pubblica ed irritata richiesta di chiarimenti di Napolitano, Silvio Berlusconi ha risposto per il momento con una lettera – anche se anch’essa un po’ tardiva – circa l’impegno del governo sulla speditezza, l’economicita’ e soprattutto l’alto valore simbolico che avranno le iniziative da mettere in campo nel 2011. In sostanza, con il Quirinale e’ stata messa una ‘pezza’. Ora tocca al Ministro Sandro Bondi, forse gia’ questa settimana, mettere nero su bianco il programma definitivo che, a questo punto, tutto puo’ contenere ma certo nulla che possa scontentare il Colle. Per quanto riguarda i rapporti con la Chiesa – e, piu’ in generale con il mondo cattolico – e’ pur vero che l’elemento scatenante dell’ultima e piu’ dolorosa bacchettata della Santa Sede e della Cei e’ stata determinata dall’articolo di Vittorio Feltri. Ma la circostanza che ‘Il Giornale’ appartenga alla famiglia Berlusconi ha fatto si’ che il ”disgusto” del Cardinale Angelo Bagnasco e’ andato a depositarsi direttamente sulle spalle del Premier. Certo, Stato e Chiesa sono ‘naturalmente’ portati ad avere un’intesa cordiale che il ‘caso Boffo’ alla lunga non puo’ mettere in discussione. Anche perche’, peraltro, questo governo e’ venuto molto spesso incontro agli interessi ‘concreti’ del Vaticano. Quello che da’ da pensare e’ che al ‘pompiere’ per antonomasia Gianni Letta, nel fronteggiare la passeggera crisi con Oltretevere si vada affiancando il solitamente ‘incendiario’ Umberto Bossi, pronto a recarsi al di la’ del Portone di Bronzo. Ed il Pdl? Le vicende di questi giorni dimostrano che l’ala cattolica di questo ‘partito-contenitore’ e’ – tranne alcuni singoli esponenti di provenienza ciellina – stretta nell’angolo. E se continuera’ su questa strada difficilmente il Popolo della Liberta’ puo’ aspirare – pur con tutte le differenze del caso – a prendere il posto di quella Dc alla quale tante volte, anche per bocca del suo fondatore e leader, ha fatto capire di voler essere erede politico

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