Buone vacanze a tutti!

È un’estate come sempre molto intensa per il mondo cattolico. È un’esperienza unica nel panorama nazionale, questo fervore di iniziative formative, di volontariato, di servizio, di vacanza, di amicizia, di condivisione, di spiritualità. Ne sono protagoniste le associazioni, i movimenti, i gruppi, spesso anche fuori dai confini nazionali, in Africa, in America Latina. È un grande patrimonio di vita, di cultura, di operosità, che sfugge alle statistiche, ai rilevamenti, al grande circo dell’informazione-spettacolo. Dai grandi raduni alle esperienze parrocchiali e giovanili di piccoli numeri, svolge una funzione insostituibile.

Produce infatti nel corpo sociale, nella vita quotidiana di milioni di persone, effetti positivi a lungo termine. Sono semi di bene che poi fruttificano e germogliano durante l’anno e permettono al corpo sociale di stare meglio. Mentre è sempre all’ordine del giorno il dibattito sulla presenza e gli indirizzi politici dei cattolici, questa forma di presenza sociale diffusa è sempre il dato fondamentale, un elemento caratterizzante l’identità italiana e un elemento forte di tenuta del sistema-Paese.
Ecco, allora, che emerge con ulteriore evidenza il grande tema educativo, che, anche sulla linea di ripetute ed anche recentissime indicazioni del Papa, la Chiesa in Italia si appresta a porre al centro dell’attenzione e dell’impegno pastorale per il prossimo decennio.
In gioco, infatti, non ci sono solo l’istruzione e la formazione, che pure restano questioni cruciali, ma la persona umana in quanto tale. Dal punto di vista pastorale il tema si salda con i risultati e il contributo del Convegno ecclesiale di Verona, con l’indicazione di una “pastorale integrata”, attenta alla persona nei suoi ambiti di vita. Come ha scritto Benedetto XVI nell’enciclica “Caritas in veritate”, “per educazione bisogna sapere chi è la persona umana, conoscerne la natura”. Di qui la nuova ed antica proposta di un “umanesimo cristiano” in cui, contro le tenenze autodistruttive di certo relativismo, “ragione e fede si aiutano a vicenda”, proprio nel concreto delle situazioni anche quotidiane.
Parlando a braccio nella cattedrale di Aosta il Papa ha chiarito il senso di un percorso: “Nella mia recente Enciclica, ho tentato di mostrare la priorità di Dio sia nella vita personale, sia nella vita della storia, della società, del mondo. Certamente la relazione con Dio è una cosa profondamente personale e la persona è un essere in relazione, e se la relazione fondamentale – la relazione con Dio – non è viva, non è vissuta, anche tutte le altre relazioni non possono trovare la loro forma giusta. Ma questo vale anche per la società, per l’umanità come tale. Anche qui, se Dio manca, se si prescinde da Dio, se Dio è assente, manca la bussola per mostrare l’insieme di tutte le relazioni per trovare la strada, l’orientamento dove andare. Dio! Dobbiamo di nuovo portare in questo nostro mondo la realtà di Dio, farlo conoscere e farlo presente

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