Per le badanti… un mese per metterle in regola.

Arriva la regolarizzazione delle badanti e delle colf, ma arrivano anche le ronde e il reato di immigrazione clandestina. Il tutto da sabato prossimo, quando queste norme approderanno nella legislazione italiana veicolate dal decreto anticrisi. Per le 300 mila badanti in attesa di una collocazione ufficiale nella nostra società, è il momento tanto atteso, ma anche temuto, per un cavillo che la legge cela in sé stessa: la regolarizzazione potrà avvenire a partire dal primo settembre e per tutta la durata del mese, ma il reato di clandestinità entra in vigore subito, per cui le 300 mila signore che assistono i nostri anziani nel frattempo cosa sono? Clandestine perseguibili?

Il Viminale, attraverso il prefetto Mario Morcone, ieri ha fatto chiarezza su questo punto: «Non rischiano nulla, né lavoratore, né datore di lavoro – ha detto Morcone parlando a Radioanchio – non ci sarà nessun limite di quota per la procedura di emersione dal lavoro nero delle badanti. C’è tempo e spazio per tutti coloro che ne hanno diritto dal 1° al 30 settembre». In Italia le assistenti familiari sono 700.000, per la maggior parte straniere, di cui 300.000 irregolari, cioè senza documenti. «Il punto 8 della legge prevede espressamente che fino all’emersione del lavoro nero sono sospesi i procedimenti nei confronti di lavoratori e datori di lavoro – sottolinea Morcone – e al punto 10 specifica che non può essere espulso lo straniero impegnato nella procedura di emersione».

Per quanto riguarda le pratiche per la regolarizzazione, «è prevista – ha detto ancora Morcone – una procedura informatica, ma non ci sarà più un “click day” (come avvenne nel 2007 creando un intasamento del sito ministeriale – ndr), perché tutti quelli che avranno presentato domanda tra il 1° e 30 settembre avranno i loro diritti riconosciuti». E comunque, rassicura il Viminale, «ci sarà una campagna di informazione ad hoc su giornali, televisioni e quant’altro. Per chi, poi, non avesse dimestichezza con l’informatica sarà possibile rivolgersi ai patronati, ai sindacati e ai comuni». La regolarizzazione comporterà un costo di 500 euro, a carico del datore di lavoro: «Sono per gli aspetti contributivi della badante, che deve essere da almeno 3 mesi alle dipendenze del datore di lavoro. In questo caso, poi, non c’è neanche il limite dei 20.000 euro di reddito annuo per una persona singola o di 25.000 per un nucleo familiare più ampio, previsto per le colf. Basterà certificare la necessità di essere assistiti – dice Morcone – per non avere limiti di reddito e per regolarizzare le badanti».

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