“Testimoni nella fede”: ne parleremo martedi 28 Aprile

Esistono persone che della propria vita hanno fatto un evento straordinario.  Nonostante possano apparire assolutamente normali agli occhi degli altri, riescono a trasmettere un qualche cosa di non ben definito che, seppure difficilmente spiegabile, lo si avverte con chiarezza.

“Testimoni nella fede” è il tema della trasmissione di martedi  28  aprile alle ore 21.00 su Primantennatv .

Durante la trasmissione verrà anche presentato l’ultimo libro di Alessandro Meluzzi : “L’infinito mi ha rapito”.

Aspettiamo le vostre testimonianze,  e le vostre domande ai nostri ospiti  che verranno segnalate in diretta durante la trasmissione.

Potete farlo già da ora qui oppure sul Blog della trasmissione http://giovanidellasperanza.wordpress.com/

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15 pensieri su ““Testimoni nella fede”: ne parleremo martedi 28 Aprile

  1. Se è bene sapere cosa è la fede, ciò non basterà mai. La fede per essere credibile, deve essere vissuta in tutti i particolari della vita. Lo diceva Caterina da Siena: “Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!”. Quando si è incontrato il signore della vita, tacere è insopportabile!

  2. Nei commenti al mio post del 17 aprile 2009 (http://esseresemprefamiglia.blogspot.com/2009/04/la-nostra-pace.html#comments) ho scritto riguardo all’esperienza dell’apostolo Tommaso che non credeva senza aver visto:

    (…)
    Sì, noi assomigliamo molto a Tommaso, perché esprime veramente il carico della nostra umanità.
    Molto spesso lo si rappresenta nell’atto di mettere il dito… Ma il vangelo di oggi, in verità, mi fa vedere un Tommaso tutto particolare, vicino non solo nel dubbio, ma soprattutto nell’abbandono della sua fede.
    Tommaso non mette la mano da nessuna parte… dal suo cuore esce invece la sua professione di fede: “Mio Signore e mio Dio!”. Mi immagino la scena. Folgorato dalla luce amorosa del Crocifisso-Risorto, non si batte il petto, non fa gesti inconsulti di “devozione narcisista”; si butta a terra in un atto di fede che dice tutto il suo amore, un amore umanissimo, ma illuminato dalla grazia.
    Che tutti gli altri dieci fossero nella condizione dubbiosa di Tommaso è fuor di dubbio: credono per un dono dall’Alto. Come tutti d’altronde!
    Io penso che non dobbiamo tanto sforzarci di “dimostrare” Gesù (dato che non lo vediamo); dovremmo piuttosto “mostrarlo”. Mostrarlo con la nostra vita, con il nostro amore verso tutti.
    Mi riempie il cuore il solo pensiero che possiamo trasmette la “buona nuova” vivendo, essendo. Veramente è lo Spirito che ci spinge a testimoniare con la nostra vita che la Risurrezione è il fondamento della nostra vita, della Vita. Forse, poi, riesco anche a “dire” qualcosa ed essere non solo credibile, ma essere canale che trasmette la Vita.

  3. Caro Paolo, io non ho avuto un’esperienza sconvolgente riguardo la fede, per intenderci ( come Saulo sulla via di Damasco),io sono cresciuta in un ambiente famigliare in cui si respirava la fede.
    Eravamo una famiglia normale, cinque figlie,papà che lavorava per darci da vivere, mamma(carabiniere) che ci insegnava ad amare Dio, ad essere riconoscenti, preoccupandosi di chi era più bisognoso di noi, pregare e lodare Dio per il dono della vita.
    Questa è la mia esperienza di fede, che è sempre in cammino…
    Grazie

  4. Buongiorno Paolo, mi ha fatto piacere la tua visita e il tuo commento.
    So perfettamente che il Papa non ha potere decisionale per i suoi movimenti… ma perché?
    Queste sono regole istituite dalla gerarchia della Chiesa, ma lui è pur sempre un essere umano prescelto da Dio (almeno così dovrebbe essere) per rapprentarlo, con un’anima e un cervello.
    Fossi al suo posto, me ne fregherei delle regole ogni tanto, come quando Giovanni Paolo andava a sciare per esempio, e sarei molto più vicino con la presenza fisica oltre che spirtuale, in situazioni come quella del terremoto.
    Ho letto un po’ il tuo blog e mi farebbe piacere uno scambio di opinioni, se va bene anche a te.
    Intanto io ti aggiungo ai miei contatti.
    Un caro saluto e grazie dell’intervento.
    Nadia

  5. ho problemi a lasciare interventi (è questo il terzo tentativo)
    in sintesi volevo dire che sono in sintonia con quanto detto nel post. sul mio blog c’è un post su Gianna Berretta Molla che penso sia inseribile a pieno titolo fra i testimoni e che c’entra anche con il dibattito sul fine vita. un saluto.

  6. Credo che la fede debba essere incarnata in modo che la stessa vita, più che le parole, comunichi speranza e operi con carità.
    E’ più facile a dirsi che a realizzare.
    Perché, oltre che il dono della fede, della speranza , della carità, è necessario l’impegno personale di ascesi per lasciarsi docilmente modellare dal Buon Dio.
    E la docilità in tal senso implica una lotta continua contro i propri progetti e contro la tentazione continua dell’autonomia e della presunzione.
    Lotta che ha possibilità di vittoria se in essa ci sostengono, anche con la correzione fraterna, gli amici della nostra comunità ecclesiale saldamente guidata nella fede che il papa ci testimonia quotidianamente.

  7. Forse perchè, sono le persone che più di altre, capiscono il grande dono della vita in ogni sua forma, e contemporaneamente, sono quelle meno atttaccate ai beni materiali che questa vita ci da? L’evento straordinario è proprio questo, apprezzare la propria vita, anche se a volte occorre tanta fede e tanta forza.

    Sai che il tuo, è un gran bel blog? Complimenti, ho letto un pò di post precedenti e mi specchio molto con i tuoi pensieri.
    un saluto e grazie del passaggio,
    Rosanna

  8. Sono stata a Torino in questi giorni ed ho avuto la fortuna di partecipare alle celebrazioni del 150° anniversario della fondazione della Congregazione Salesiana. Per un privilegio particolare ho assistito alla collocazione dell’insigne reliquia di don Bosco nella teca che la porterà in tutte le parti del mondo. Come Figlia di Maria Ausiliatrice non posso non riconoscere in Don Bosco un grande testimone della fede. Tutto quello che ha fatto è segno della sua grande fede e quello che continuano a fare i suoi figli è frutto di questa sua preziosa eredità. Domani parto per gli esercizi e vado a Mornese, paese natale di S. Maria Domenica Mazzarello, confondatrice insieme a don Bosco dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Anche lei è stata e continua ad essere attraverso le sue figlie testimone di una fede genuina, semplice, ma radicata nell’amore di Dio. Ho avuto la fortuna di aver conosciuto tante persone, che mi hanno dato questa testimonianza, non attraverso il martirio, ma con una vita donata senza riserve, capace di fare miracoli anche oggi.
    Sr. Bernardina

  9. Io credo che la prima testimonianza sta proprio nell’esser disposti a vivere in profondità il nostro amore. A far
    del nostro matrimonio, ad esempio, un continuo dono, senza aver paura di farlo fino in fondo, senza riserve. Fabio

  10. Sì, la prima cosa che mi viene in mente è che è difficile incarnare la propria fede nel quotidiano. E’ una lotta ogni giorno. Un tentativo di plasmare la situazione concreta in cui ci troviamo tutti i giorni (matrimonio, famiglia, lavoro, figli ecc.) con le ispirazioni dello Spirito. E poi come conciliare il poco tempo libero con la preghiera, con l’approfondimento personale e spirituale (tramite letture, meditazione, preghiera, incontri, formazione ecc.).

  11. Credo che ieri sulla Rai 2 ho visto qualche cosa di simile, con lo “psicologo” e qualche esperienza.
    Sarei ipocrita se ti dicessi il contrario di quello che ho provato. Un profondo senso di fastidio.
    Credo che una testimonianza si faccia con le opere più che con le parole.
    Una personale profonda conversione o esperienza di fede, e cioè mettersi sulla strada che porta verso Cristo, non mi trova entusiasta, quando gettata impudicamente dagli schermi televisivi, che è un pò come buttare le perle ai porci.
    Sui blog o altrove possiamo parlare “sulla” fede, ma non è l’essenza della fede, è pubblicità…
    Si diventa credibili con le opere concrete di amore.
    “Non chi dice, Signore, Signore…”

    Mi capirai, quindi, quando vedo alcune manifestazioni televisive, che mi danno l’impressione di esibizionismo…
    ciao
    Matteo

  12. la fede è qualcosa di profondo, inspiegabile…
    Blaise Pascal disse: Il cuore, non la ragione, sente Dio; ecco ciò che è la fede: Dio sensibile al cuore, non alla ragione.

  13. La Fede e’ dono di Dio e del Suo Amore Infinito, cominciando dal dono dei genitori, e della vita, la Chiesa e’ piena di testimoni della Fede. i Santi. Fiducia, abbandono e accoglienza, e’ difficile poter dare la testimonianza a parole, un giorno nella vita si sente fortemente la presenza del Signore in noi, in un avvenimento storico, un incontro. Diventa ancora piu’ viva e cambia completamente la vita. Grazie Paolo…una serena serata vi porto nel cuore..

  14. Ciao Paolo, ti avevo lasciato un commento, ma, non vorrei sbagliarmi, è stato cancellato.
    Perché?
    Il tuo è ancora sul mio post e se tu non avessi visto la risposta, è sul mio blog.
    Mi dispiace ma almeno vorrei un chiarimento. Grazie e scusa.
    Nadia.

  15. Ciao Paolo,
    io concordo con Anna, la fede si testimonia con le opere, con il nostro modo di vivere e l’amore che doniamo agli altri! Purtroppo secondo me se ci troviamo in un certo senso in un periodo di crisi dove le Chiese sono sempre più vuote, è proprio perchè non c’è coerenza tra ciò che si dice e ciò che si vive. L’amore non si trasmette con parole, si trasmette amando.

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