Video appello di Paolo Ravasin, malato di sclerosi amiotrofica laterale

 Un video-appello di Paolo ravasin , malato di Sclerosi amiotrofica laterale (Sla) a Napolitano, Fini e Schifani è stato presentato dai radicali per denunciare il disegno di legge sul testamento biologico approvato dal Senato e in arrivo alla Camera.

“Con grande tristezza – afferma Paolo Ravasin – ho appreso la notizia dell’approvazione al Senato della legge formalmente sul testamento biologico, ma sostanzialmente contro il testamento biologico, che rende carta straccia le mie direttive anticipate ed in particolare la mia decisione di non sottopormi ad alimentazione e nutrizione artificiali quando non sarò più in grado di nutrirmi e bere naturalmente”.

Richiamando la battaglia di Piergiorgio Welby e Luca Coscioni e sottolineando che le difficili condizioni di salute non gli hanno tolto “la voglia di lottare per vivere”, Ravasin definisce, però, “incostituzionale” il ddl che porta il nome del relatore del Senato, Raffaele Calabrò (Pdl). “Mi viene sottratta l’unica libertà che mi è rimasta: quella di poter decidere sulla mia morte. Ognuno di noi alla fine dei suoi giorni è solo di fronte alla morte, ma lo Stato e la Chiesa hanno preteso di sostituirsi a Dio”. Già nei mesi scorsi i radicali avevano reso noto un testamento biologico di Ravasin in formato video.

Ancora una volta parliamo di morte… solo e sempre morte…

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7 pensieri su “Video appello di Paolo Ravasin, malato di sclerosi amiotrofica laterale

  1. Paolo, se questo signore Ravasin non ha perso la voglia di lottare per vivere, io credo vada aiutato psicologicamente , materialmente insomma in modo concreto, non va lasciato solo con la famiglia che magari non riesce più dare supporto perché stanca oppure demoralizzata. Bisogna agire prima che sia troppo tardi.Dal canto mio quello che posso fare è pregare che il Signore lo sostenga e l’aiuti.

    Grazie

    PS.Paolo io e la mia famiglia siamo molto devoti a San Giovanni Bosco!

  2. Anche secondo me questi malati vanno aiutati e sostenuti, solo così non si sentono più un peso per la società, con la voglia di “staccare la spina” e farla finita.
    Ciao Paolo, buona settimana!

  3. Hai ragione Paolo,
    la morte e il suo diritto sembrano gli unici argomenti di cui parlare negli ultimi tempi.
    Il Signore dia la forza a ciascuno di vivere la propria malattia con coraggio e speranza, accettandola fino alla sua fine naturale.
    Queste persone non vanno lasciate sole e soprattutto non vanno strumentalizzate, da alcune parti politiche.
    un abbraccio
    terry

  4. Caro Paolo, qui a Beinasco c’è un amico, Michele, malato della stessa malattia. Mi raccontava – attraverso il pc perchè non può parlare – che un giorno venne da lui un giornalista, ai tempi del caso Welby, per fare un’intervista. L’amico Michele disse il suo parere, il suo desiderio di vivere e di lottare contro la malattia con tutte le sue forze e possibilità. L’articolo non fu pubblicato.

    Uno che vuol vivere non fa mica notizia.

  5. Io non riesco a capire.
    Non ci riesco è più forte di me, della mia capacità di comprendere… .
    Più giro per i blog di questo sito più mi rendo conto che la voglia di venire incontro a chi la pensa divertsamente da voi non esiste.
    Ho 22 anni, 8 anni fa persi mio nonno, malato di una malattaia che gli mangiava i polmoni e arteriosclerosi.
    Purtroppo il poco afflusso di ossigeno al cervello gli aveva leso alcune parti della corteccia cerebrale rendendolo assente il piu delle volte da questo mondo, almeno mentalmente.
    Lo accudivamo giorno e notte, e facevamo festa nei rari momenti di lucidità che la malattia gli consentiva.
    Eravamo sempre vicino a lui, e nessuno si sognò mai di farlo morire o di fargli anche lontanamente pensare che fosse un peso.
    Un giorno mesi prima della sua morte, ero a casa solo con lui, e capitatogli un momento di lucidità mi disse: “fighhiu, vogghiu muriri. Non c’a fazzu chiuni,(tradotta dal dialetto vuol dire: non ce la faccio più) Io vedo cosa faccio quando sono via, ma non riesco a fermarmi, e voglio farlo, ma non ci riesco. CHI è A VITA CUSI’? NA MERDA.

    Chi siete voi dunque per giudicare le persone che come mio nonno vedevano in questa situazione, nussn altra scelta che quella di andarsene?
    Chi siete voi per giudicare il dolore degli altri?
    Chi siete voi per dire: ” la mia è la cosa giusta, voi siete degli assassini?
    Chi siete voi e chi è la chiesa per dire: “dio da la vita e dio la toglie?
    CHI SIETE VOI PER IMPORMI IL VOSTRO DIO?
    … e sono che sò… buddista e credo nella reincarnazione e che tenendomi costretto in quel corpo mi impedite di continuare il mio ciclo?
    CHi siete voi PER COSTRINGERCI AD ACCETTARE LE VOSTRE IDEE, QUANDO NOI, O ALMENO IO NON HO MAI PRETESO CHE SI DOVESSE MORIRE PER FORZA? CHE OGNUNO SIA LIBERO DI SCEGLIERE DI COME DISPORRE DELLA SUA VITA, perchè se è un DONO come voi affermate è mio diritto RIFIUTARLO.

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