Liberi per vivere: un “manifesto” per la vita!

La settimana scorsa è stato lanciato il manifesto ”Liberi per vivere” da tre associazioni cattoliche, Scienza & Vita, il Forum delle Associazioni familiari e RetinOpera

Ad oggi, il Manifesto è già stato sottoscritto da oltre trenta presidenti di associazioni, movimenti e nuove realtà ecclesiali italiane. Oltre alle tre reti promotrici sino ad ora hanno già aderito: Azione Cattolica Italiana, Comunione e Liberazione, Acli, Mcl, Mpv, RnS, Cammino Neocatecumenale, Comunità di Sant’Egidio, Coldiretti, Famiglie nuove, Ugci, Acos, Amci, Aris, Cnal, Cif, Confederazione nazionale consultori d’ispirazione cristiana, Copercom, Fuci, Meic, Unitalsi, Age, Agesc, Csi, Ucfi, Icra, Confederazione nazionale Misericordie, Vivere In, Federazione nazionale Società di San Vincenzo De Paoli, Ucid, e altri si stanno aggiungendo.

Pubblichiamo il testo integrale del manifesto sul fine vita


L’uomo è per la vita. Tutto in noi spinge verso la vita, condizione indispensabile per amare, sperare e godere della libertà. Il dramma della sofferenza e la paura della morte non possono oscurare questa evidenza. Chi sta male, infatti, chiede soprattutto di non essere lasciato solo, di essere curato e accudito con benevolenza, di essere amato fino alla fine. Anche in situazioni drammatiche, chiedere la morte è sempre l’espressione di un bisogno estremo d’amore; solo uno sguardo parziale può interpretare il disagio dei malati e dei disabili come un rifiuto della vita. Persino nelle condizioni più gravi ciò che la persona trasmette in termini affettivi, simbolici, spirituali ha una straordinaria importanza e tocca le corde più profonde del cuore umano.

Certo, la possibilità di levar la mano contro di sé, di rinunciare intenzionalmente a vivere, c’è sempre stata nella storia dell’umanità; ma in nessun popolo è esistita la pretesa che questa tragica possibilità fosse elevata al rango di diritto, di un “diritto di morire”, che il singolo potesse rivendicare come proprio nei confronti della società.

La persona umana, del resto, si sviluppa in una fitta rete di relazioni personali che contribuiscono a costruire la sua identità unica e la sua irripetibile biografia. Troncare tale rete è un’ingiustizia verso tutti e un danno per tutti. Teorizzare la morte come “diritto di libertà” finisce inevitabilmente per ferire la libertà degli altri e ancor più il senso della comunità umana. Per chi crede, poi, la vita è un dono di Dio che precede ogni altro suo dono e supera l’esistenza umana; come tale non è disponibile, e va custodito fino alla fine. Esistono malattie inguaribili, ma non esistono malattie incurabili: la condivisione della fragilità restituisce a chi soffre la fiducia e il coraggio a chi si prende cura dei sofferenti.

La vera libertà per tutti, credenti e non credenti, è quella di scegliere a favore della vita, perché solo così è possibile costruire il vero bene delle persone e della società. Per questo sentiamo di dover dire con chiarezza

tre grandi SÌ:

Sì alla vita
Sì alla medicina palliativa
Sì ad accrescere e umanizzare l’assistenza ai malati e agli anziani

e tre grandi NO

No all’eutanasia
No all’accanimento terapeutico
No all’abbandono di chi è più fragile

Come cittadini sappiamo che la nostra Costituzione difende i diritti umani non già come principi astratti, ma come il presupposto concreto della nostra vita che è nello stesso tempo fisica e psichica, privata e pubblica. Mai come oggi la civiltà si misura dalla cura che, senza differenze tra persone, viene riservata a quanti sono anziani, malati o non autosufficienti. Occorre in ogni modo evitare di aggiungere pena a pena, ma anche insicurezza ad insicurezza.

Chiediamo che le persone più deboli siano efficacemente aiutate a vivere e non a morire, a vivere con dignità, non a morire per falsa pietà. Solo amando la vita di ciascuno fino alla fine c’è speranza di futuro per tutti

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5 pensieri su “Liberi per vivere: un “manifesto” per la vita!

  1. Non si può non essere d’accordo con quanto dice il manifesto di scienza e vita e delle altre associazioni, il nostro cuore ci invita ad aderire in toto ad esso. Mi auguro che i cattolici tutti lo sottoscrivano in massa, svegliandosi dal torpore in cui la società odierna, fondamentalmente nemica di Cristo, ci vuole mantenere. Un caro saluto e buon lavoro. Gianandrea

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