Chiesa e Aids in Africa: la via migliore è l’educazione alla sessualità.

 Dopo le polemiche di queste ultime ore è bene mettere alcuni paletti. La Chiesa semplicemente non ritiene che “puntare essenzialmente sulla più ampia diffusione di preservativi sia in realtà la via migliore, più lungimirante ed efficace per contrastare il flagello dell’Aids e tutelare la vita umana”.

 Il Papa ha ribadito le posizioni della Chiesa cattolica e le linee essenziali del suo impegno nel combattere il terribile flagello dell’Aids primo, con l’educazione alla responsabilità delle persone nell’uso della sessualità e con il riaffermare il ruolo essenziale del matrimonio e della famiglia; due: con la ricerca e l’applicazione delle cure efficaci dell’Aids e nel metterle a disposizione del più ampio numero di malati attraverso molte iniziative ed istituzioni sanitarie; tre: con l’assistenza umana e spirituale dei malati di Aids come di tutti i sofferenti, che da sempre sono nel cuore della Chiesa.

E’ documentato ormai in tutto il mondo come, a seconda di dove si mette l’accento nella prevenzione dell’Aids, i risultati possono essere anche fortemente diversi. Due esempi ”storici”: l’Uganda, dove la lotta all’Aids e’ stata basata appunto sul comportamento, sugli stili di vita, ha ottenuto traguardi significativi in termini di riduzione dell’epidemia e la Thailandia, dove ci si e’ basati solo sul profilattico ma che non ha ottenuto nulla: la situazione e’ addirittura, appunto, peggiorata. Tutto cio’ dovrebbe far riflettere ‘perche’ a parte ogni giudizio di ordine etico – se ci si limita solo al profilattico, la sensazione di falsa’ sicurezza che esso da’ – perche’ comunque c’e’ ancora un rischio di malattia che si mantiene, benche’ abbassato – questo rischio viene tuttavia a moltiplicarsi a causa del moltiplicarsi dei rapporti che la falsa sicurezza stessa genera. Quindi, rapporti occasionali, rapporti promiscui.

Cose ovvie e scontate: perchè tutto questo can can?

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8 pensieri su “Chiesa e Aids in Africa: la via migliore è l’educazione alla sessualità.

  1. Credo che la Chiesa si metterà smepre più contro il mondo intero ma d’altra parte non è la misione della Chiesa? La Chiesa è abituata a tutto questo, forse sono glia altri che non sono abituati…

  2. La posizione presa dal Papa contro la distribuzione dei preservativi è irresponsabile!!!!
    Nessuno vuole negare al Vaticano di proporre la propria concezione della sessualità… ma la tutela della salute delle persone e la lotta all’Aids impone la prevenzione e quindi la distribuzione di preservativi. Quale umanità c’è in una scelta ideologica che, in nome della Legge divina, aumenta i rischi di contagio?.

  3. Se l’esperienza dice che il preservativo non è servito a granché laddove è stato l’unico strumento per prevenire l’AIDS, bisogna prenderne atto e chiedersi se le parole del Papa (quelle che ha detto, non solo una frase avulsa dal contesto) e l’esempio della Thailandia non siano un invito a interrogarsi responsabilmente.

    Bisogna avere il coraggio di guardare la realtà per quello che è, non per quella che i nostri pregiudizi ci fanno vedere.

  4. Mi permetto di farmi cascare le braccia – per l’ennesima volta – per come oggi qualunque ragionamento venga semplificato e mistificato. A maggior ragione se sono le parole del Papa. Però ho una speranza che viene dal mezzo che stiamo condividendo. La rete ci fornisce la possibilità di dire la verità e fare la verità anche contro tanti potentati ideologici ed economici che ci sovrastano. Sono vocine le nostre rispetto al grande vociare, ma vocine significative perché, ne sono convinto, il Signore saprà guidare orecchie attente ad ascoltare i sussurri di bene e di vero che seminiamo.

  5. Dobbiamo fare tutto il possibile affinché l’Aids non abbia più chances ma ci serve un mix di politiche per ottenere questo e l’utilizzo del preservativo è parte di questo.

  6. La Chiesa e’ testata d’angolo, dove il non credente sbatte, e’ possibile che ogni frase che dice il “Papa” venga fraintesa e presa unicamente per una campagna contro Lei?..
    La Politica, i giornalisti sono responsabili della divulgazione del male nel mondo, non si puo’ prendere a caso una parola per farne una propaganda…
    Tutto il mondo sa’ che non bastano i condomi, per salvarlo da questa peste che e’ l’aids. Ci vuole di nv. una evangelizzazione nuova educativa non solo dai valori del mondo ma quelli della dignita’ della persona cominciando, dalla scuola, la politica, divulgazione mediatica vera e giusta, no gossip e sensazionalismo, dilagando enfasi non concreta, il “Papa”ha aggiunto anche altro, Lui annuncia l’Amore e da quella radice si ricomincia, con i comandamenti…per amore rispettarli.
    Ricominciare ad una educazione delle persone nell’uso della sessualita’ e darle il vero valore.
    Grazie della possibilita’ di riflessione…

  7. Concordo pienamente con don Luca.
    Su questi argomenti c’è sempre una estremizzazione che alla fine impedisce di ragionare.
    Anche mettere le etichette (questo è cattolico e quest’altro no) sinceramente non aiuta.

    Non per sminuire l’importanza di questo problema, ma mi sarebbe piaciuto che una simile attenzione fosse stata data alle parole del Papa sulla corruzione e sugli interessi dell’occidente che schiacciano l’Africa, così come (con le debite proporzioni) le parole di Franceschini contro l’evasione fiscale.

    Se ci vogliamo impegnare ad essere cristiani, è bene cercare di farlo a 360 gradi.

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