DDL sicurezza: c’è il rischio del “capro espiatorio”?

 Alla vigilia dell’inizio della discussione al Senato per la conversione del pacchetto sicurezza, le associazioni cattoliche hanno preso carta e penna per esprimere ai senatori il proprio dissenso dalla ”lettera’ e dallo ”spirito’ del provvedimento e per presentare le proprie controproposte.

Comunita’ di Sant’Egidio, Acli, il Centro Astalli gestito dai gesuiti, e l’associazione Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi hanno presentato all’attenzione di Governo e Parlamento alcune proposte per migliorare gli articoli che riguardano alcuni aspetti fondamentali della vita degli immigrati, tra cui il matrimonio, le cure mediche, la residenza, la ”tassa” sui permessi di soggiorno, il reato di clandestinita’, il prolungamento della permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione. ”In ogni genere di crisi economica – ha detto il presidente della Comunita’ di Sant’Egidio Marco Impagliazzo – c’e’ bisogno di qualcuno con cui prendersela, di un capro espiatorio.  

Il cosiddetto reato di clandestinita’, hanno spiegato oggi le associazioni ”non aumenta la sicurezza ma costringerebbe lo Stato a celebrare con spese esorbitanti decine di migliaia di processi”

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