Riforma dei contratti: solo la CGIL dice no!

 La riunione di Giovedi e’ servita a rendere noto che Cisl, Uil e Ugl hanno firmato con il governo un accordo per la riforma del modello contrattuale. Un si’ e’ arrivato anche da parte di Confindustria, Confcommercio, Confai e Confesercenti. L’unica organizzazione sindacale a non firmare l’accordo e’ stata la Cgil.

Il testo dell’accordo, che ha una forma sperimentale per i prossimi quattro anni, racchiude in 19 punti le nuove regole della contrattazione collettiva che sostituiscono l’accordo siglato nel 1993 dal governo presieduto allora da Carlo Azeglio Ciampi. Le maggiori innovazioni prevedono che il contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria avra’ durata triennale, tanto per la parte economica che normativa. Per quanto riguarda la dinamica degli effetti economici sugli aumenti salariali, si stabilisce di individuare un indicatore della crescita dei prezzi al consumo assumendo (in sostituzione del tasso di inflazione programmata) un nuovo indice previsionale costruito su base europea.

L’accordo sulla riforma della contrattazione e’ comunque il preludio a nuovi interventi del governo sull’insieme delle tutele del welfare, compresa la previdenza. L’isolamento della Cgil non facilita pero’ il raggiungimento di ulteriori accordi e puo’ influire negativamente sull’atteggiamento del Pd.

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