Secondo la Cassazione il Cappellano in carcere tradisce i propositi dello Stato laico (??!!)

Il lavoro del cappellano in carcere può essere considerato un servizio pubblico ma, proprio per questo, tradisce i propositi di laicità dello Stato.

Con una sentenza che sembra destinata a far discutere la Cassazione, nel confermare che il ruolo dei sacerdoti all’interno dei penitenziari è “di interesse pubblico”, osserva però a questo proposito che “la riforma carceraria del 1975 tradendo in parte i propositi di laicizzazione della vita pubblica, continua a prevedere che il trattamento del condannato e dell’internato sia svolto avvalendosi anche della religione e mantiene l’assistenza cattolica come servizio stabile e interno alla struttura penitenziaria“.

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