8 per mille:I dati della CEI dicono 38mila sottoscrizioni in piu’

Nessun allarme per le casse della Chiesa cattolica. I contribuenti che hanno destinato l’8 per mille dell’Irpef alla chiesa sono anzi aumentati. Ma sono cresciuti anche quelli che hanno deciso a favore dello Stato. Pertanto, in percentuale, la Chiesa ha registrato una diminuzione del gettito. A fornire dati e spiegazioni ad Apcom in seguito alle anticipazioni dell’agenzia Adista su un calo dell’8 per mille alla chiesa, che ha provocato l’immediata precisazione di ‘Avvenire’, è l’ingegner Paolo Mascarino, del servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica (Cei).   

“Bisogna innanzitutto precisare che possiamo parlare in termini di stima – dice Mascarino – perchè i dati ufficiali verranno diffusi dall’agenzia delle Entrate nel febbraio-marzo 2009. La legge istitutiva dell’8 per mille (la 222 del 1985) prevede che lo Stato abbia tre anni di tempo per conteggiare le scelte espresse. Per questo, il dato del 2009 viene riferito ai comportamenti dei contribuenti nel 2006″.

 “In valore assoluto – prosegue l’esperto della Cei – le firme dei contribuenti sono cresciute, però sono arrivate moltissime firme in più per lo Stato. Per questo, il meccanismo del calcolo delle quote fa sì che la chiesa abbia avuto una diminuzione della quota relativa. Più che di un calo della chiesa si dovrebbe parlare di un aumento dello Stato”. Entrando nello specifico dei dati, “nel 2006 hanno firmato 17 milioni 550 mila, 800mila firme in più del 2005. Di questi, 38mila firme in più sono per la chiesa cattolica, le altre per lo Stato. In tal senso, la quota percentuale di scelta per la chiesa è passata dall’89,8% del 2005 all’86% del 2006. Ma ripeto, si tratta di un dato stimato dall’Agenzia delle entrate che dovrà confermarlo nel marzo del 2009”.   

Quanto sarà dunque il calo in termini di contributi per la Chiesa cattolica? “Nel 2006 la chiesa cattolica ha avuto 15 milioni e 100 mila firme. Bisogna conoscere l’Irpef 2006. Quella di 35 milioni di euro è una stima”.   

“Non siamo preoccupati – prosegue Mascarino – perché siamo tornati a una situazione di equilibrio fisiologico. Lo Stato ha sempre avuto negli anni una percentuale di scelte dell’11%. Progressivamente era calato, ora è tornato alla percentuale fisiologica. Dall’altra parte – osserva l’esperto – più gente partecipa e si avvale di uno strumento importante e utile, più noi siamo felici. Per noi il dato della partecipazione è importante”.   

Ed ecco i dati degli ultimi anni. La Chiesa cattolica ha ricevuto 1 miliardo e 2 milioni di euro nel 2008, 991 milioni di euro nel 2007, 930 milioni di euro nel 2006, 984 milioni nel 2005, 937 nel 2004. “Come si può vedere restiamo nella media”, prosegue Mascarino.  

Per quanto riguarda inoltre la lettera che l’episcopato italiano intende inviare ai fedeli, il responsabile del servizio Cei precisa che “è nata come iniziativa in occasione dei 20 anni dalla pubblicazione del documento della Cei ‘Sovvenire alla necessità della Chiesa’ ed è assolutamente indipendente dal calo dei fondi. Nasce per riproporre a tutti i fedeli il documento di 20 anni fa, ringraziando per quanto fatto in questi anni. È un documento di natura prettamente pastorale. Non c’è preoccupazione, non c’è un appello ai fedeli di firmare l’8 per mille alla chiesa cattolica”.

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