“Quarta fase”: il voto cattolico si bipolarizza.

I cattolici scelgono i due partiti principali, ma tra i praticanti il Pdl mostra più appeal. E’ il risultato di uno studio Ipsos illustrato oggi durante il seminario organizzato dall’associazione ‘Quarta fase’. Secondo le cifre diffuse dall’Ipsos, facendo riferimento al solo universo dei cattolici praticanti (il 31% di tutto l’elettorato) il Pdl arriva al 43,6% (contro il 37,1% ottenuto tra tutti gli elettori) e il Pd ottiene il 35,3% (alle politiche ha preso il 33,2%). Insomma, limitando il campione ai soli praticanti entrambi i partiti principali prendono percentuali maggiori di quelle ottenute tra tutti gli elettori.

La situazione si ribalta se si prendono in considerazione i cattolici non praticanti (23% dell’elettorato totale): In questo caso il Pd raggiunge il 38,1%, superando nettamente il Pdl che ottiene il 34,4%.

I dati evidenziano come la scelta dei cattolici sia plurale, molto meno influenzata da aspetti identitari o etici. Quando un cattolico vota presta attenzione al bene comune.

 

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