Elezioni politiche: il voto dei cattolici…

 Il commento del mio amico Angelo mi ha spinto ha scrivere qualche altra riflessione sul voto dei cattolci alle prossime elezioni poltiche.

I cattolici italiani sono alla ricerca di identità elettorale. A due mesi dal voto, i credenti hanno potenziali interlocutori almeno in tre dei quattro schieramenti che si vanno definendo in vista del voto.

Da parte ecclesiastica sembrano affronatarsi due linee principali riguardo all’attuale fase politica. Inedita, e singolarmente esplicita, la presa di posizione del direttore di “Avvenire”, Dino Boffo, sulla necessità che il centrodestra magnetizzato da Berlusconi continui ad accogliere dentro di sè un partito dalla chiara ispirazione cattolica. Il direttore del quotidiano della Cei, vicinissimo al cardinale vicario Camillo Ruini, si è speso in prima persona per lanciare un segnale importante, che a molti è parso, da una parte una scelta di campo, dall’altra un aiuto affinchè i cattolici più fedeli alla linea della gerarchia abbiano pieno diritto di rappresentanza nella coalizione di centrodestra (identificata forse come la più affidabile per l’agenda della Chiesa).

Diversa sembra essere la posizione portata avanti dal cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone, che è apparso in questi mesi molto più dialogante con il Partito Democratico e con alcuni uomini di spicco della formazione guidata da Veltroni, a cominciare da Francesco Rutelli e Giuseppe Fioroni.

 

La linea Bertone – che da quando è stato nominato primo collaboratore di Papa Joseph Ratzinger, è stata quella di avocare a sè i rapporti con la politica italiana e con le istituzioni repubblicane – appare più attenta al dialogo e alla rilevanza dei cattolici nelle varie formazioni impegnate nella competizione elettorale, cercando di difendere i principi che più stanno a cuore alla Chiesa con la mediazione e la trattativa dialogante.

L’ala ruiniana, più intransigente e combattiva, sembra puntare su una risposta identitaria, cercando di eleggere un referente chiaro per i cattolici italiani (ma attenzione alla presentabilità dei candidati, avverte “Avvenire”: «Il propblema è la qualità degli uomini che incarneranno il progetto»). Fallita la possibilità che il centrodestra dia forma ai desiderata della Chiesa e dei cattolici italiani, ai ruiniani non resta che puntare esplicitamente su un centro il più possibile allargato e forte, in grado di condizionare in un qualche modo il futuro governo e il dibattito politico.

La posizione Bertone, in questa fase, sembra invece incarnare maggiormente la recente tradizione della Chiesa italiana, abilissima nel trattare con chiunque sulla base di una forza di pressione scaricabile, a seconda delle necessità, su un lato (centrosinistra) o sull’altro (centrodestra) dell’arco parlamentare.

La Chiesa cattolica “non si schiera per nessun partito“: lo ha ribadito monsignor Giuseppe Betori, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, a conclusione del Consiglio permanente dei vescovi italiani. “A tutti i cattolici, candidati ed eletti, richiamiamo i valori fondamentali come punti di riferimento irrinunciabili“, ha spiegato in conferenza stampa il presule in riferimento alle questioni ‘antropologiche’, termine con il quale si intendono le problematiche relative alla vita e alla famiglia.

A chi domandava come comportarsi di fronte a liste elettorali, come quelle del Partito democratico, che presentano candidati radicali ostili ai valori cattolici, Betori, dopo aver caldeggiato una modifica della vigente legge elettorale, ha spiegato: “Bisogna soppesare il programma e la globalità delle persone di ogni lista elettorale, e scegliere quelle che hanno maggior speranza di difendere i valori che i cattolici ritengono intangibili“. “I valori – ha tenuto ad aggiungere Betori – si tengono tutti insieme, non si possono separare il valore della solidarietà dal valore della vita“. E’ necessario “svelenire il clima” della campagna elettorale, secondo monsignor Giuseppe Betori, segretario generale della Conferenza episcopale italiana.

Il cardinale Angelo Bagnasco ha sottolineato che ciascuna parte politica agisce nella propria specifica collocazione. 

Monsignor Betori ha poi citato le tre associazioni cattoliche impegnate in materia sociale, bioetica e di politiche famigliari – Retinopera, Scienza e vita, Forum delle famiglie – sottolineando che “anche in futuro svolgeranno un ruolo di presenza e coordinamento su queste tematiche, che, a termine delle elezioni, avranno bisogno di un sostegno trasversale”.

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3 pensieri su “Elezioni politiche: il voto dei cattolici…

  1. ho sempre visto la chiesa più legata al centrodestra che al centrosinistra, anche se sono pienamente d’accordo con te quando dici che i cristiani hanno bisogno di un partito in cui si identifichino almeno in parte

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