In Senato potrebbe aumentare la maggioranza. Se si volesse…

 Due dimissioni e nove ricorsi. Sono undici in tutto i seggi del Senato che, nelle prossime settimane, potrebbero cambiare titolare. Un vero e proprio turn over che potrebbe modificare gli equilibri della difficile Aula di palazzo Madama a favore del governo e di Romano Prodi. Ma si tratta di un risiko che potrebbe rimanere tutto virtuale giacché qualsiasi decisione dovrebbe superare il vaglio dei numeri dell’attuale assemblea.Le due dimissioni in ballo sono quelle della senatrice Franca Rame e di Willer Bordon. La Rame, eletta con l’Italia dei valori e al cui posto, lascerebbe il posto a Patrizia Bugnano, responsabile ufficio legale Idv Piemonte e assessore al Turismo e allo Sport della provincia di Torino.

Come annunciato, inoltre, domani in occasione del suo compleanno, presenterà le dimissioni anche il senatore Willer Bordon, eletto con l’Ulivo ma entrato nelle schiere dei ‘dissidenti’ dopo la nascita del Partito democratico. Al suo posto in Senato arriverebbe Cristiano Degano, consigliere regionale del Friuli, descritto come fedelissimo prodiano.

Ma a cambiare gli equilibri potrebbe essere soprattutto la Giunta per le elezioni che, in una riunione full immersion che si terrà il 21 gennaio, affronterà la questione dei ricorsi di Rosa nel Pugno, Italia dei valori, Verdi, Nuovo Psi e Udc relativi alle regioni Piemonte, Lazio, Campania, Puglia e Liguria. I ricorsi riguardano un’interpretazione della norma sullo sbarramento regionale del 3% al Senato.

In ballo ci sono nove seggi. Di questi sei si giocano tutti all’interno della maggioranza e non contribuiscono a modificare l’attuale assetto. Tra i senatori in ‘bilico’ ci sono Pietro Larizza (appena entrato a palazzo Madama dopo le dimissioni di Goffredo Bettini), Giannicola Sinisi, Donato Piglionica e Sabina Rossa del Pd, Giorgio Mele di Sd, Olimpia Vano del Prc. Uscirebbe dalla partita invece il vice presidente dei senatori dell’Ulivo Luigi Zanda che opterebbe per una diversa circoscrizione di elezione.

Ma ci sono tre ricorsi che, se accolti, potrebbero modificare gli equilibri a favore di Prodi. Il primo è quello dell’ex Rc Franco Turigliatto, che nelle ultime occasioni ha sempre votato contro il governo scegliendo quella che ha definito una “opposizione da sinistra”. Il suo seggio spetterebbe a Ugo Intini, che potrebbe però cederlo a favore di Marco Pannella. Altro seggio contestato appartiene a Gennaro Coronella (AN) al posto del quale arriverebbe Conte (eletto nel Nuovo PSI, ma ora con la Costituente socialista). Infine c’è lo scranno di Cosimo Izzo (FI): a lui subentrerebbe Marotta, eletto nell’Udc ma vicino a Marco Follini. Il senatore Izzo è, tuttavia, anche componente della Giunta: una sorta di ‘conflitto di interessi’ che è stato più volte denunciato soprattutto dal senatore Roberto Manzione (Ud).

In Giunta, comunque, il ricorso potrebbe anche avere qualche speranza di essere accolto: lì infatti la maggioranza conta su 13 senatori contro i 12 dell’opposizione. La decisione, tuttavia, dovrebbe poi passare anche il vaglio dell’Aula dove però i numeri potrebbero non essere così favorevoli a Prodi

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