MORATORIA EUROPEA SUGLI EMBRIONI UMANI

L’Associazione Scienza & Vita ha raccolto, in poco più di tre settimane, oltre 10.000 adesioni alla proposta di moratoria europea sulla distruzione di embrioni umani.

Il quotidiano “Avvenire” ha lanciato la proposta con un editoriale a firma di Eugenia Roccella che sostanzialmente chiedeva di tener conto delle più recenti scoperte sulle staminali, registrate in Giappone e negli Stati Uniti. E, in particolare, quelle relative alla possibilità di ringiovanire le cellule adulte allo stato di pluripotenza, consentendo così alla ricerca di evitare la distruzione di embrioni umani.

Le oltre 80 associazioni locali di Scienza & Vita, proseguiranno la raccolta delle adesioni fino al 31 dicembre.

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4 pensieri su “MORATORIA EUROPEA SUGLI EMBRIONI UMANI

  1. Il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, “Avvenire”, ha lanciato un appello per “la sospensione dell’utilizzo degli embrioni umani nei laboratori europei”.
    In un editoriale a firma di Eugenia Roccella, pubblicato il 21 novembre in prima pagina ha lanciato la proposta di “una moratoria europea, che permetta di sospendere per 5 anni la distruzione di embrioni umani. Nel frattempo, i laboratori possono usare le linee cellulari esistenti, senza dover interrompere gli studi già intrapresi e finanziati dall’ultimo programma quadro”.
    Questo perchè poche settimane fa sono state scoperte cellule adulte della pelle “ringiovanite”. Al punto di risultare in tutto e per tutto simili a cellule staminali embrionali: capaci, cioè, di differenziarsi in qualsivoglia tessuto umano, dalle cellule del cuore a quelle cerebrali, muscolari o nervose. Ciò che più conta, senza che per tale “miracolo” scientifico vengano distrutti embrioni. È una scoperta sorprendente annunciata dalle pagine online delle riviste scientifiche Cell e Science, e firmata da due studi convergenti condotti da gruppi di ricercatori americani e giapponesi. Una notizia che in poche ore ha fatto il giro del mondo, ma che nel nostro Paese ha avuto, guarda caso, pochissima risonanza…
    Insomma forse è possibile – e a sentire chi ha posizioni come il padre della clonazione, Ian Wilmut, con successo di gran lunga maggiore – ottenere cellule con caratteristiche di pluripotenza senza ricorrere al sacrificio di vite umane…

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