EUTANASIA: CIBO E ACQUA NON SONO ACCANIMENTO TERAPEUTICO

Riporto il pensiero del sen. Mantovano che sottoscrivo: “Nessuna sentenza, a legislazione vigente, può stabilire che la somministrazione di cibo e di acqua sia qualificata in termini di ‘cure sproporzionate’, e quindi di ‘accanimento terapeutico”. “Nessuna legge dello Stato – continua – può sancire la liceità della sospensione dell’idratazione e dell’alimentazione senza porsi in grave violazione col diritto alla vita. Invece di impegnarsi alacremente, giudici di legittimità inclusi, in questa folle corsa verso l’affermazione di un inesistente ‘diritto di morire’ – la morte non è un diritto, è un fatto”.

“La vita e la salute, al contrario, rappresentano diritti fondamentali – è il caso di impegnarsi per dare aiuto concreto e quotidiano alle famiglie che hanno al proprio interno ammalati gravi. Staccare la spina – conclude Mantovano – è comodo ed economico, ma è profondamente inumano, qualunque sia l’orientamento della Cassazione”

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