Chiesa: un po’ di chiarezza…

Nessuna affermazione di privilegi. L’ iniziativa dell’Unione europea, può riferirsi solo all’esenzione dall’Ici: un problema che non riguarda la Santa Sede, semmai la Chiesa italiana, ma non solo, perché questa facilitazione fiscale  (prevista da un decreto legislativo del governo Amato del 1992) riguarda tutti quegli enti che hanno finalità sociali e senza fini di lucro. Insomma, l’esenzione dall’Ici  incoraggia la società civile, ad impegnarsi nel sociale. La questione dell’Ici, non tocca la concorrenza e non produce nessuna alterazione del mercato, perché riguarda ambiti e servizi a cui il mercato non è interessato.

Quanto alla confusione e all’abbinamento improprio, fatto da gran parte dei media, tra Chiesa italiana e Vaticano, Ici e Concordato, è pretestuoso tirare in ballo il Concordato. L’Ici non è materia concordataria, e i concordati non si fanno e si disfanno, ma sono destinati a durare nel tempo. Il ricorso allo strumento del Concordato è del resto previsto dalla nostra Costituzione, nella parte che riguarda i principi fondamentali.

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