Annunciata, rinviata, poi, nel corso di lunghi mesi, annunciata di nuovo, nuovamente slittata, corretta e rimaneggiata, l’enciclica sociale ‘Caritas in veritate’ sembra finalmente prossima alla pubblicazione. Il Papa teologo ha affidato la prima stesura al Pontificio consiglio per la Pace e la giustizia, poi ha consultato esperti, accademici ed economisti, e, da ultimo, ha voluto riprenderla in mano per integrarla con considerazioni non aggirabili sulla crisi economica mondiale. Lo stesso Benedetto XVI ha iniziato a preannunciarne la pubblicazione a metà giugno. Lo ha rifatto oggi.
“E’ ormai prossima – ha detto all’Angelus domenicale – la pubblicazione della mia terza Enciclica, che ha per titolo ‘Caritas in veritate’”. Le dichiarazioni del Papa cadono a conclusione di una settimana in cui sono iniziate a filtrare le prime anticipazioni di un testo non ancora perfezionato. Benedetto XVI, a quanto si apprende, non è ancora del tutto convinto. Sta ancora apportando qualche ritocco alla sua lettera sociale. La sala stampa della Santa Sede, ad ogni modo, non ne ha ancora annunciata la data di pubblicazione, che dovrebbe comunque essere prima del G8 dell’Aquila. Attorno al testo papale sono iniziate a fioccare le ipotesi più diverse. Ancora un rinvio? Ci sono problemi di opportunità politica? Troppe teste hanno contribuito ad un testo che, alla fine, rischia di non avere la stessa coerenza delle due precedenti encicliche papali, dedicate all’amore (‘Deus caritas est, 2005) e alla speranza (‘Spe salvi’, 2007)? O semplicemente il metodo-Ratzinger è incline a precisione e perfezionismo? Con il suo intervento odierno, il Papa è sembrato voler intervenire per fugare ogni dubbio. O quasi. Benedetto XVI non ha affermato esplicitamente di aver firmato l’enciclica, e si è limitato a dire che essa “porta la data proprio di oggi, 29 giugno, solennità dei santi Apostoli Pietro e Paolo”. La lettera, ad ogni modo, “intende approfondire alcuni aspetti dello sviluppo integrale nella nostra epoca, alla luce della carità nella verità”. Un “contributo” che la Chiesa “offre all’umanità nel suo impegno per un progresso sostenibile, nel pieno rispetto della dignità umana e delle reali esigenze di tutti”, che Papa Benedetto ha affidato alla “preghiera” dei fedeli. E che affiderà, se tutto fila liscio, ad alcuni dei leader mondiali che vedrà nei prossimi giorni, a partire dal primo, attesissimo incontro con Barack Obama.


Speriamo che sia un’enciclica che possa servire realmente all’affermarsi di un “progresso sostenibile”.
Ciao