L’icona è luogo della Presenza Divina, è occasione di incontro personale con colui o con colei che essa rappresenta. Diciamo che l’icona viene “scritta” in quanto ciò che il Vangelo dice con la Parola, l’icona lo annuncia coi colori e lo rende presente.
Ma non c’è scritto che nell’A.T. l’uomo non doveva farsi un’immagine di Dio (ES 20, 4-5)?
A queste sollecitazioni cercheremo di rispondere in diretta nella trasmissione di martedi 14 aprile alle ore 21.00 su Primantennatv .
Aspettiamo le vostre testimonianze, i vostri commenti o eventuali domande ai nostri ospiti che verranno segnalate in diretta durante la trasmissione.
Potete farlo già da ora qui oppure sul Blog della trasmissione http://giovanidellasperanza.wordpress.com/


L’icona è segno che porta agli occhi quello che la parola porta all’orecchio.
Così come riporta suor Bernardina è come una presenza che si propone al nostro sguardo anche attraverso gli occhi del cuore, una porta aperta sul mistero che ci aiuta ad entrare in comunione con Cristo, la Madonna e i Santi. Proprio come avviene con una foto di una persona cara che ci ricorda la sua presenza.
L’icona è un mezzo, un aiuto alla preghiera, un sostegno amorevole. La venerazione che gli viene attribuita è relativa: non va all’oggetto stesso ma a quanto vi è rappresentato. Se prego guardando un’immagine sacra mi sento più vicina a Gesù con la bellezza negli occhi e nel cuore.
Bellissimo quel frammento di appunti in cui san Giuseppe Moscati descrive come pregava, se volete leggerlo è riportato in un post:
http://graciete.splinder.com/post/19064953/Moscati+il+medico+santo
L’Icona è una vera e propria rivelazione.
Ri – velare: velare nuovamente.
Quando conosciamo una persona, più intessiamo un rapporto con lei, più la conosciamo e più cresce la voglia di sapere di più, diventando ulteriormente misteriosa. Più ci addentriamo nel Mistero di Cristo e più esso diventa Mistero. Nascono nuovi interrogativi, nuove incertezze e la voglia di conoscere sempre di più la Verita. Quindi Dio nel momento dell’incontro con noi si toglie il velo, ci parla, si fa conoscere e nello stesso momento in cui lo fa ecco che pone nuovamente il velo in quanto noi vogliamo sempre conoscere di più. Si ri-vela. Si vela nuovamente nell’atto di svelarsi.
Nel momento in cui ci mettiamo dinanzi ad un’Icona ecco che ogni singola parte ci parla, si svelano dei simbolismi, il messaggio nascosto. Più tempo passiamo dinanzi ad essa e più tempo vogliamo passarci affinche ogni singolo particolare possa comunicarci la Grandezza di Dio. Un particolare richiama l’altro. Un simbolo l’altro…
Ecco che l’Icona si RI-VELA a contrario di ogni altra rappresentazione pittorica.
Non si vede bene che con il cuore, l’ essenziale è invisibile agli occhi! Nella mia povera esperienza l’icona è una mano testa verso i nostri cuori feriti e qualche volta accecati. Gesù guariva i ciechi, oggi le icone pregate e contemplate ci fanno sperimentare, nella fede della chiesa, la stessa dolcezza. Ho un’icona regalatami da alcuni amici durante un pellegrinaggio in Terra Santa. E’ un volto di Cristo coronato di spine, l’ho appesa di fronte alla mia scrivania. Mi piace pensare che quando io non guardo lei, lei guarda me… mi sento “contemplato” da Gesù, amato e seguito in quel poco che riesco a fare giorno per giorno anche da questa scrivania…
Nella grande famiglia protestante, soprattutto i calvinisti si sono distinti per la distruzione di molte statue e di molte immagini nelle chiese.
A fianco del mondo protestane, anche i Testimoni di Geova sono decisamente contrari alla venerazione delle immagini.
Non è che loro interpretano fedelmente la Bibbia e i cattolici no?
Mi è piaciuta la definizione dell’icona, come sguardo dell’uomo su Dio e sguardo di Dio sull’uomo.
L’immagine è come una presenza che si propone al nostro sguardo, sia attraverso gli occhi materiali che attraverso “gli occhi del cuore”, come una finestra aperta sul mistero per poter entrare in comunione con Cristo, con la Madre di Dio, con i Santi: una presenza che si fa accessibile per invitarci a realizzare nella nostra vita ciò che vediamo, dopo averlo rivissuto interiormente.
Ai nostri giorni credo che l’immagine più efficace sia la nostra vita, che può raggiungere traguardi sempre più eloquenti attraverso un percorso in ascesa: diventare segno, simbolo, icona vivente dell’amore di di Dio.
Le icone sono espressione profonda della spiritualità cristiana.Noi uomini, abbiamo bisogno di segni e per questo motivo Gesù Cristo istituì l’Eucarestia nella quale Egli si fa presente VERAMENTE con il Suo Corpo ed il Suo Sangue.
Di fronte alle icone si può pregare e meditare, come insegnò Giovanni Paolo II, perché esse riproducono i misteri della nostra fede. Nella cappella del Papa c’è la raffigurazione della redenzione di Cristo, realizzata da Ivano Rupnik, un sacerdote che ha scritto alcuni libri interessanti sull’argomento. Non si adora quindi l’immagine in sé ma il mistero che rappresenta. Un saluto e un grazie sentito!
Nella Chiesa cattolica l’uso delle immagini e della statue è strettamente connesso con la pratica della venerazione dei santi. Ok per Dio, Gesù e la Madonna ma , mi chiedo… è lecito venerare questi santi? Oppure questo va contro la volontà di Dio?
Antonella
Prima che il Figlio di Dio si incarnasse non era consentito adorare delle immagini
Dopo l’incarnazione però sappiamo qual era il volto di Dio e da allora la sua rappresentazione non è altro che lo strumento per tener viva la memoria.
Non si adora un quadro o un’immagine, ma Colui che in esso è rappresentato. Come in una fotografia che magari baciamo perchè ci ricorda una persona cara: non baciamo mica un pezzo di carta! ma in mancanza della presenza fisica, accarezziamo il ricordo.
Così è anche per i santi cui non è dovuta adorazione, ma solo venerazione: la loro immagine aiuta la memoria… ma anche loro sono segno della Presenza di Cristo che ha salvato la loro vita e li rende intermediari di grazie, se Lui vuole.
Comunque non si adora un pezzo di carta o una statua, ma ciò che essa rappresenta, se rappresenta Dio.
Negli altri casi, nel caso dei santi e anche di Maria Santissima, non si ha adorazione ma venerazione.
Per me, l’icona tiene memoria del Signore, che non posso immaginare, tocca il mio cuore, ho bisogno di immagini per entrare nel cuore della lettura. Penso che quando si e’ bambini bisogna farsi una immagine di Dio, comunque non possiamo attraverso un quadro ho una immagine vedere Dio, ma da’ occasione di pensarlo e parlarle. Quindi per me sono sacre immagini… grazie della riflessione Paolo e ancora Buona Pasqua!
E molto strano come pensano le persone oggi. Io ho 26 anni e volevo condividere con voi quello che penso delle icone/immagini che oggi usiamo per facilitare la preghiera e l’immagine che il nostro cervello si crea sulla divinità invisibile.
Sono cattolico ma non sono praticante e conosco tanti miei amici anche più giovani di me che non vogliono neanche sentire di Dio o chiesa. Adesso so che ognuno ha la sua opinione che tutti dobbiamo rispettare ma secondo me se i giovani non vogliono sentire di Dio, e solo colpa della chiesa. Per esempio se McDonalds non cerca di farsi una buona immagine dei suoi prodotti allora nessuno sentirà dei suoi prodotti. Cosi anche la chiesa “vende” il messaggio di Dio, e prima di tutto deve dare un esempio ai giovani rispettando quello che c’è scritto.
Quindi, se nella bibbia c’è scritto qualcosa e la chiesa non la fa inventandosi le proprie dottrine, non vuol dire che i giovani odiano andare in chiesa perché sono lontani da Dio, ma perché la chiesa no mette in pratica quello che dice Dio ma fa quello che vuole.
2 esempi brevi:
1. Quando ero piccolo, mio padre mi diceva sempre che fumare no fa bene (mentre lui fumava)
2. Siccome Dio dice che ci ha fatto nella sua immagine allora vuol dire che è geloso come noi in un certo senso.
Vi sembra giusto se non dispongo di una foto con la mia fidanzata quando sono al lavoro di guardare un’altra ragazza che assomiglia a lei, anche se io penso alla mia fidanzata?
Vi sembra giusto usare sulla tomba di una persona cara, una foto di una persona che li assomiglia? Se qualcuno di voi non ha ancora provato allora lo deve fare per capire come si sente Dio.
E come quando dici a un bambino di 5 anni di non fare una cosa è lui la fa, e uguale.
Non so perché la chiesa dice che la bibbia e il libro sacro da cui deriva la dottrina, forse solo per tradizione, come per esempio i cantanti afro-americani che devono avere tutti al collo una collana d’oro con le loro iniziali.
Buona giornata a tutti!