Il Berlusconi ‘dialogante’ non convince tutto il Pd, “bene i toni, ma ora vediamo i fatti” è il ritornello più ricorrente e fino ad un certo punto della giornata, prima che parlasse Pierluigi Bersani, l’Udc Bruno Tabacci poteva vantarsi di aver detto lui solo ‘certe cose’, aggiungendo: “Molti del Pd sono venuti a congratularsi, qualcuno mi ha mandato anche un biglietto...”.
Walter Veltroni parlerà solo domani, oggi alla riunione del coordinamento ha spiegato che il Pd deve innanzitutto rivendicare il merito della svolta ‘dialogante’ di Berlusconi, ma ha ammesso che che i primi atti della maggioranza contrastano con l’offensiva diplomatica, dall’elezione dei presidenti delle Camere alla nomina del commissario Ue. In ogni caso, secondo molti del Pd, l’offensiva può celare una trappola, il rischio di ritrovarsi con le mani legate di fronte alle iniziative del governo e, magari, corresponsabili se le cose non dovessero andare bene. Bersani lo ha spiegato chiaro e tondo: “Ci coinvolgono adesso perchè vedono arrivare i problemi, e sono grossi, quelli che arrivano dalla globalizzazione…”.
Deve muoversi con cautela, il segretario. Da una parte l’apertura di credito di Berlusconi lo legittima nel ruolo di capo dell’opposizione, addirittura incassa la prospettiva di una istituzionalizzazione del governo ombra, proposta ufficializzata da Gaetano Quagliariello sul Riformista. L’incontro con il presidente del Consiglio, che dovrebbe svolgersi venerdì prossimo, indubbiamente consacrerà Veltroni nel ruolo di capo dell’opposizione. Ma l’abbraccio può diventare scomodo, se appunto non seguiranno i fatti. Il clima di ‘appeasement’ non va giù a tutti, e le allusioni di Tabacci ai malumori di parte del Pd rispetto ad un atteggiamento troppo dialogante sembrano trovare conferma qualche ora più tardi, quando Bersani entra in Transatlantico dopo il suo intervento sferzante in Aula viene subito circondato da un capanello di deputati ex Ds toscani, tra i quali Michele Ventura e Andrea Lulli. Quest’ultimo, complimentandosi, si sfoga: “Ma ti rendi conto che invece Realacci è già andato a pranzo con la Prestigiacomo? Sta scritto oggi sul Corriere…”.


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